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Cosa sappiamo sull’Alexa “più umana” che Amazon farà pagare “dai 5 ai 10 dollari” al mese

Cosa sappiamo sull’Alexa “più umana” che Amazon farà pagare “dai 5 ai 10 dollari” al mese


A settembre scorso, nei suoi uffici di Washington, Amazon ha presentato una nuova versione del suo assistente virtuale Alexa, lanciato dieci anni fa, capace di intrattenere una conversazione naturale con gli utenti. Un’interazione più profonda, insomma, avviata dal comando “let us chat”, “parliamo”.

Dave Limp, il best manager che for every tredici anni ha guidato lo sviluppo dei principali dispositivi e servizi di Amazon, all’epoca ha parlato con una versione di Alexa in grado di ricordare i suoi gusti e le sue preferenze – la sua squadra di football preferita, for every esempio – e di svolgere attraverso i consueti comandi vocali una serie di operazioni inedite, appear scrivere il testo di un messaggio for every poi inviarlo sullo smartphone di chi dovrà utilizzarlo.

Queste nuove funzioni sarebbero dovute arrivare sui dispositivi Amazon entro la fine del 2023 negli United states of america, e poi gradualmente nel resto del mondo.

Intelligenza artificiale

“Alexa, parliamo”: il destino degli assistenti vocali non è più appeso a un timer


Sono passati nove mesi e della rivoluzione annunciata da Amazon – fatta eccezione for every un accenno alla sua rinnovata “intelligenza” fatto dal Ceo Andy Jessy agli investitori lo scorso aprile – si sono perse un po’ le tracce.

Fino a oggi, giorno in cui Reuters ha pubblicato un’esclusiva in cui sostiene di aver appreso, da fonti fidate, che la nuova Alexa capace di esprimersi con un linguaggio naturale, tipico delle IA generative come ChatGpt e Gemini, sarà presto disponibile e avrà un prezzo: dai 5 ai 10 dollari al mese.

Ma perché abbiamo aspettato così tanto – e altro tempo aspetteremo, fino al lancio ufficiale – per avere aggiornamenti sull’Alexa “più intelligente” presentata l’anno scorso? I motivi sono essenzialmente due, e vale la pena analizzarli.

Dopo aver presentato la nuova Alexa, Dave Limp ha lasciato Amazon e si è trasferito a Blue Origin, l’azienda aerospaziale fondata da Jeff Bezos, dove attualmente ricopre il ruolo di amministratore delegato.

Dave Limp

Dave Limp 

Al posto di Limp è arrivato Panos Panay, il supervisor visionario che Amazon ha strappato a Microsoft. For each più di dieci anni Panay ha guidato il group che ha creato e sviluppato la linea dei dispositivi Area, tablet potenti che possono trasformarsi in pc Home windows con l’aggiunta di una tastiera.

Panay se n’è andato da Microsoft poco prima che l’azienda superasse, for each la prima volta, il valore di mercato di tre trilioni di dollari. Ed è arrivato in Amazon nel momento forse più complicato, quello in cui bisogna dare un seguito alle promesse su Alexa.

Anche se quella di cui stiamo parlando, effettivamente, era la Alexa di Limp.

È logico pensare che Panay abbia apportato dei cambiamenti al lavoro, alla strategia e al staff ereditati da chi lo ha preceduto. E for every fare tutto questo, serve del tempo.

Il team che lavora ai prodotti, in particolare, for each Panay è cruciale. Va costruito con cura. Perché è appear una famiglia. Si intuisce dai discorsi che il supervisor ha tenuto nei momenti di difficoltà in Microsoft, quando ha ripetuto ai suoi collaboratori di essere sulla stessa barca, e dunque di “afferrare i remi” e seguire il suo ritmo. E si intuisce da ciò che il padre di Panay, nel 2019, disse durante una cena a cui presero parte alcuni dipendenti di Microsoft: “Per mio figlio è tutta una questione di famiglia e squadra, e posso vedere che c’è una famiglia qui in Microsoft che si sostiene a vicenda e questo mi rende più orgoglioso di qualsiasi cosa abbia sentito oggi, guardarvi tutti seduti qui insieme occur una famiglia”.

Panos Panay

Panos Panay 

Panay è noto per la sua cura dei dettagli, e for every l’attenzione maniacale all’esperienza dell’utente. Panay non si accontenta di soddisfare le esigenze dei consumatori. Sogna di anticiparle.

“Dobbiamo offrire ai nostri clienti prodotti che li aiutino ad arrivare dove stanno andando – ha detto il manager, quando ancora lavorava in Microsoft, a Forbes – Forse non sanno dove sia. Potrebbero non sempre avere la risposta su ciò di cui avranno bisogno in seguito, quindi creiamo prodotti per quando arriveranno lì”.

Lo scenario

Un futuro senza smartphone è possibile, ma l’IA ci seguirà ovunque



La visione di Panay è ambiziosa e si è rivelata vincente per Area e Home windows, ma i prodotti dotati di intelligenza artificiale generativa rappresentano un territorio inesplorato. Un considerably west di possibilità affascinanti, ma anche di trappole e rischi.

E qui arriviamo al secondo motivo for each cui, ancora oggi, non abbiamo notizie di una “Alexa più umana”.

A marzo 2023, for every sottolineare le capacità rivoluzionarie di strumenti dotati di IA occur ChatGpt, Satya Nadella ha definito gli assistenti virtuali Alexa e Siri “stupidi arrive i sassi”. Il motivo è evidente: Alexa è ottimizzata per l’interazione vocale e per eseguire comandi specifici con risposte predefinite, mentre ChatGpt è progettata for each sostenere conversazioni dettagliate e complesse, che tengono conto di quello che l’utente ha detto in precedenza, e for each generare risposte in modo autonomo e creativo.

Ma il problema, a quanto pare, non è rendere Alexa più simile a ChatGpt.

La vera difficoltà è abbinare la comprensione del linguaggio naturale e delle sue sfumature alle operazioni che ci si aspetta da un assistente virtuale arrive quello di Amazon: accendere le luci o la tv, for every esempio, oppure avviare una macchina del caffè connessa.

Tutte queste “azioni” di Alexa, che oggi ci sembrano scontate, sono in realtà il frutto di chiamate API che i Large Language Versions (LLM) – i modelli di IA alla base di chatbot appear ChatGpt – non sono ancora bravissimi a fare.

[Un’API è un insieme di regole e protocolli che permette a diversi software di comunicare tra loro. Si può immaginare l’API come un cameriere in un ristorante: prende il nostro ordine (il comando), lo porta in cucina (il software che deve eseguire il compito) e poi torna con il cibo (l’azione eseguita)].

Il motivo risiede anche nel modo in cui gli utenti hanno interagito, finora, con Alexa. Tutti sanno che l’assistente virtuale di Amazon è in grado di rispondere solo a comandi prestabiliti, e si regolano di conseguenza. Difficilmente Alexa fraintende l’ordine “accendi le luci”. Ma appear se la caverebbe se ricevesse istruzioni “libere”? Alexa capirebbe un essere umano che le dice “Non vedo nulla, accendi tutto?”.

La stessa Apple, che recentemente ha presentato una nuova Siri capace di svolgere operazioni sullo smartphone sulla base di richieste espresse con un linguaggio naturale, si è presa diverso tempo for every integrare queste novità sugli Apple iphone.

La “Apple Intelligence” arriverà in autunno e inizialmente sarà disponibile solo in inglese e solo negli Usa.

Apple ha mostrato funzioni della sua IA più avanzate di quelle annunciate da Amazon a settembre scorso, e diversi casi d’uso interessanti. Ma anche nel caso della Mela vale il beneficio del dubbio, poiché nessuno ha provato la nuova Siri e dunque non sappiamo, effettivamente, se sarà al riparo da errori, tentennamenti o incomprensioni (vale a dire le criticità che ancora oggi contraddistinguono gli assistenti virtuali di qualsiasi natura, da quelli in casa a quelli a bordo delle moderne autovetture).

Il tempo di “attivazione” di Apple Intelligence, che per l’Italia potrebbe arrivare addirittura a un anno, non è in fondo così diverso da quello che Amazon si è presa per rendere “più intelligente” Alexa.

Amazon ha tutte le carte in regola for each mettere a punto un dispositivo dotato di IA generativa: ha le risorse economiche, ha i dati degli utenti, ha la potenza di calcolo (grazie ai server di Amazon AWS) e non ultima la tecnologia adeguata, grazie a un investimento di almeno 4 miliardi di dollari in Anthropic, l’azienda dei fratello italoamericani Amodei – ex OpenAI – che hanno creato una valida alternativa a ChatGpt chiamata Claude.

La Cnbc ha scritto, recentemente, che la versione aggiornata dell’assistente virtuale di Amazon dovrebbero essere effettivamente a pagamento. Resterebbero gratis le funzioni “basiche”.

Lo stesso Dave Limp, a settembre scorso, aveva detto a The Verge che Amazon “potrà chiedere qualcosa” for every una versione di Alexa potenziata dall’IA.

Ma quelle erano le parole di Limp, appunto. Ora alla guida c’è Panay, ed è tutta un’altra storia.



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Written by bourbiza mohamed

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