in

Nasce la Sar tunisina: ecco la nuova vittoria di Giorgia Meloni sulla pelle dei migranti

Nasce la Sar tunisina: ecco la nuova vittoria di Giorgia Meloni sulla pelle dei migranti


È ufficiale: è nata la Sar (l’area di ricerca e soccorso in mare) tunisina. E così in quest’area del Mediterraneo, dinanzi alle coste del paese maghrebino (e al di là delle sue acque territoriali), dovranno intervenire le pattuglie della guardia costiera tunisina (che dipende dalla Guardia nazionale) a salvare eventuali naufraghi (da queste parti si tratta sostanzialmente di disperati migranti, tunisini e subsahariani). È quello che in parte già avviene, ma con la Sar diventerà più agevole e codificato, molto più ampia l’area dove poter intervenire e Tunisi riceverà ulteriori mezzi e finanziamenti dalla Ue per operare in mare. Insomma, si tratta dell’ennesima vittoria di Giorgia Meloni per l’obiettivo di sbarrare la strada ai migranti, che tentano di raggiungere Lampedusa dalle coste del Nordafrica.

“Ricondurre i migranti in Tunisia”

D’altra parte, period stata proprio lei, lo scorso 4 giugno, durante il consiglio dei ministri, a riferire sull’attività del gruppo di lavoro misto italo-tunisino, che ha assistito le autorità di Tunisi per istituire la zona Sar del Paese africano (gli esperti italiani avrebbero fatto il grosso della procedura prevista for every crearla, secondo gli common previsti dalla Convenzione di Amburgo del 1979). “La prospettiva comune”, aveva spiegato Meloni, “è di formalizzare l’esistenza di un’area marittima, che preveda l’intervento delle navi tunisine per svolgere opera di soccorso e ricondurre i migranti nel porto sicuro più vicino, cioè in Tunisia”. Il Paese ha istituito oggi la sua zona Sar, nel canale di Sicilia, con una comunicazione inviata all’International maritime firm, dove ha indicato appear referente il Centro di coordinamento del soccorso marittimo (Mrcc) di Tunisi.

Le polemiche con le Ong

Resta da vedere se la Tunisia rispetterà a est i limiti fissati in maniera unilaterale da Malta for every la propria zona Sar o se ne definirà di nuovi (attualmente arriva proprio a ridosso delle acque territoriali tunisine). Lo stesso si dovrà verificare per i confini con la Sar italiana e con quella libica. Proprio l’”location di ricerca e soccorso in mare” di Tripoli è nel mirino delle polemiche, soprattutto da parte delle Ong, perché i mezzi libici intercettano i barconi dei migranti e li riportano in un Paese che non appare assolutamente sicuro (frequente la pratica in Libia di chiudere i migranti in centri di raccolta, dove sono torturati e si chiedono soldi alle loro famiglie di origine for each liberarli).

“Paese sicuro for every i migranti”

Anche sulla Tunisia “Paese sicuro per i migranti” si avanzano ormai fortissime riserve. Da quando il presidente Kais Saied, nel febbraio 2023, pronunciò un discorso dai toni razzisti sui migranti subsahariani in transito verso l’Europa, for every loro la situazione è degenerata e dalla scorsa estate la Guardia nazionale raccoglie regolarmente gruppi di questi migranti for each trasportarli a forza nelle zone desertiche ai confini con la Libia e l’Algeria.

La vita diventata un inferno

La vita per i subsahariani in Tunisia è diventata un inferno. Più di ventimila sono parcheggiati in una baraccopoli (le Ong non possono accedervi for every fornire assistenza) a El Amra, una quarantina di km a nord di Sfax. Viene alimentata proprio da coloro che sono intercettati in mare. Si tratta di una sorta di hotspot (il vecchio progetto di Meloni), dove la gente vive in condizioni disumane.

La nuova vittoria di Meloni (sulla pelle dei migranti)

La Sar tunisina, comunque, è una nuova vittoria della premier italiana, che è già riuscita a ottenere dai tunisini un’azione profonda di controllo in mare, per fermare i migranti sulla strada per Lampedusa. Solo così il numero di quelli in arrivo sulle coste italiane dall’inizio dell’anno a partire da Tunisia e Libia è calato a meno di 23mila migranti, contro i quasi 60mila dello stesso periodo dell’anno scorso. Poche settimane fa il ministro degli Interni Kamel Feki (nel frattempo silurato) aveva affermato a un gruppo di parlamentari tunisini, in un’audizione a porte chiuse, che le frontiere europee erano strettamente sorvegliate in risposta alla domanda di certi dirigenti europei di “chiudere il rubinetto” prima delle elezioni europee, secondo le rivelazioni del giornale Acharaa El Magharibi, confermate dal deputato Yassine Mami.

Mentioned, l’amico di Meloni, aspetta la riscossione di 900 milioni di euro

Saied, l’amico di Meloni, ha fatto il suo dovere. Ma la scorsa settimana a sorpresa non si è presentato al G7 in Puglia, sebbene fosse stato invitato ufficialmente dall’amica Giorgia. Potrebbe essere un segnale inviato a lei e all’Ue for each sbloccare al più presto i 900 milioni di euro previsti dal memorandum Tunisia-Ue, ancora congelati, perché vincolati al prestito del Fmi da 1,9 miliardi di dollari, promesso da tempo, ma anche questi bloccati, perché Saied non vuole realizzare le riforme imposte dall’organizzazione internazionale. I tunisini, in ogni caso, sembrano avere il coltello dalla parte del manico.



Leggi di più su repubblica.it

Written by bourbiza mohamed

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Open up Arms, il gip di Caltanissetta archivia la querela di Salvini contro tre pm: “Indagarono correttamente”

Open up Arms, il gip di Caltanissetta archivia la querela di Salvini contro tre pm: “Indagarono correttamente”

Condannato a 3 anni e 7 mesi Claudio Mengoli, il commercialista che “svuotava” le coop

Condannato a 3 anni e 7 mesi Claudio Mengoli, il commercialista che “svuotava” le coop