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30 ore all’Ombra dell’Albero Madre: com’è videogiocare a Elden Ring nel 2024?

30 ore all’Ombra dell’Albero Madre: com’è videogiocare a Elden Ring nel 2024?


Può un videogioco vecchio di oltre 2 anni, venduto in decine di milioni di copie (e anche premiato ai Game Awards 2022) avere ancora qualcosa da dire? Può un videogioco vecchio di oltre 2 anni non avere nulla da invidiare a produzioni più recenti, essere ancora bellissimo da giocare e da vedere e meritare un ulteriore investimento economico di 40 euro, se non addirittura di 80 euro? Lo diciamo subito e chiaramente: se è Elden Ring, decisamente sì.

Soprattutto adesso, che del titolo di FromSoftware è pronta la prima (e probabilmente unica), attesissima espansione: si chiama Shadow of the Erdtree, dal 21 giugno è disponibile per PC, PlayStation e Xbox e abbiamo avuto la possibilità di provarla a lungo sulla nostra Xbox X prima dell’uscita. Qui raccontiamo com’è andata, che cosa ci è piaciuto e che cosa non ci è piaciuto, e anche rispondiamo ad alcune delle domande più comuni sul gioco.

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Attenzione: possibili spoiler sulle ambientazioni (ma non sulla trama) dopo questo punto

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Che cos’è Elden Ring

Le cifre citate all’inizio si riferiscono al costo del DLC (39,99 euro), che vanno ad aggiungersi ai 59,99 euro già spesi se si ha già il videogioco di base, che ovviamente è necessario. Chi invece non avesse nulla e fosse nella fortunata posizione di dover provare ancora tutto, può investire 79,99 euro e portarsi a casa in bundle sia il gioco sia la sua espansione, garantendosi una fra le esperienze videoludiche più divertenti, interessanti e stimolanti degli ultimi tempi. Che resta però non adatta a tutti.

Elden Ring è quello che si definisce un videogioco di genere souls: ambientazione dark fantasy, livello di difficoltà fra alto e molto alto e boss enormi e cattivissimi con cui lottare a colpi di spade, balestre, archi e incantesimi vari. Sono più o meno tutti così, da quando proprio FromSoftware li inventò nel 2009. Elden Ring sarà anche “il più facile fra i souls”, ma decisamente non è una passeggiata. E Shadow of the Erdtree lo è ancora meno. L’espansione, che è ambientata in una mappa fisicamente scollegata da quella del gioco principale, ha un livello di difficoltà mediamente più elevato: il consiglio è quello di affrontarla solo se si ha un personaggio almeno di livello 100 (se non addirittura 150) e con una barra della salute parecchio estesa. In generale, e solo relativamente agli avversari comuni, la sensazione che abbiamo avuto è che i nemici siano comunque più forti che resistenti: picchiano duro più di quanto reggano se si picchia duro. Detto in altre parole: non è difficile abbatterli, è difficile abbatterli senza morire mentre lo si fa.

Come si accede a Shadow of the Erdtree?

Il primo ostacolo da superare è trovare il punto d’ingresso al Regno dell’Ombra, perché una delle storiche difficoltà di Elden Ring sta anche nel fatto che raramente nel gioco viene detto che cosa fare, dove e come. Per riuscirci è necessario soddisfare due requisiti: avere sconfitto sia Radahn sia Mohg, due fra i boss più temibili del gioco. Dopo averlo fatto, si avrà la possibilità di interagire con il bozzolo che dovrebbe contenere le spoglie di Miquella all’interno del palazzo di Mohg e anche di parlare con un personaggio che spiegherà come mettersi sulle tracce del fratello di Malenia.

Sì: la trama di Shadow of the Erdtree è complicata, involuta e arzigogolata almeno tanto quanto (se non più di) quella di Elden Ring, alla cui scrittura ha partecipato attivamente anche George Martin, e qui non scenderemo nei dettagli di chi è parente di chi, quale semidio è alleato con chi, chi ha fatto cosa e chi si sta cercando di resuscitare chi. Diremo solo che una volta toccata la mano di Miquella si viene teletrasportati nella zona iniziale del Regno dell’Ombra, si accende il primo Luogo di Grazia e poi da quel momento si può fare avanti e indietro senza problemi fra una mappa e l’altra.

Quando è meglio iniziare Shadow of the Erdtree?

Detto che le due storie sono separate ma in qualche modo collegate, e al netto dei requisiti obbligatori sui due boss citati prima, non c’è veramente un momento giusto per dedicarsi all’espansione: una volta sconfitto Mohg, si può cominciare quando si vuole. Noi consigliamo di farlo prima di affrontare Maliketh, la cui sconfitta cambia in maniera irreversibile l’Interregno e potrebbe di fatto rendere impossibile recuperare sottotrame e oggetti che si fossero trascurate o dimenticati.

Come abbiamo giocato a Shadow of the Erdtree

I primi passi nel Regno dell’Ombra si muovono su una piana sconfinata puntellata di lapidi a perdita d’occhio che contribuiscono ad accrescere la sensazione di disagio e desolazione: a poca distanza dal primo falò c’è subito una Lacrima di Larva, quasi a invitare a provare un respec del personaggio. Come su Italian Tech avevamo raccontato tempo fa (video), significa azzerarne le caratteristiche per ricrearlo come nuovo: non si perdono i progressi fatti ma si può decidere di costruirlo diverso, puntando (per esempio), più sulla destrezza che sull’intelligenza, più sulla magia che sulla potenza e così via. È esattamente quello che abbiamo fatto: abbiamo abbandonato la build basata sul sanguinamento che ci aveva permesso di sconfiggere anche Malenia (dopo una quantità di tentativi di cui abbiamo perso il conto) e abbiamo dato vita a un samurai armato di due katane, la Lunavelata e appunto la Mano di Malenia. Successivamente, ma senza la necessità di tornare da Rennala per un ulteriore respec, abbiamo abbandonato la velocità in favore della forza bruta, impugnando a due mani lo Spadone della Luna nera ricevuto da Ranni e indossando armature più pesanti per sopportare qualche colpo più.

L’idea era quella di approcciare Shadow of the Erdtree in maniera rilassata, senza troppo patemi d’animo, andando in giro a esplorare senza farsi prendere dall’ansia di “non ho fatto quello” o “non riesco a sconfiggere quel boss”. Ci siamo riusciti perché il personaggio che avevamo costruito nel tempo ci ha permesso di farlo: siamo entrati nel DLC a livello 173 e con oltre 230 ore di gioco sulle spalle. E nonostante questo, la scritta Sei Morto l’abbiamo vista decine di volte e un joypad lo abbiamo comunque sacrificato sull’altare dell’esasperazione, grazie a un incontro prematuro con il Cavaliere Gabbianera.

Shadow of the Erdtree merita i soldi che costa?

Nel nuovo mondo di gioco abbiamo passato in totale una trentina di ore, tornando raramente nell’Interregno e solo per convertire le Rimembranze dalla Leggidita. In questo tempo abbiamo abbattuto un paio di leggende, esplorato 4-5 dungeon minori e sconfitto i loro boss, completato uno dei cosiddetti legacy dungeon (che dovrebbero essere 5 in totale), raccolto nuovi Rune Arc e decine di migliaia di rune e soprattutto apprezzato la bellezza e la varietà delle nuove ambientazioni.

La mappa di Shadow of the Erdtree è grande. Ovviamente non grande come quella del gioco principale, ma abbastanza da perdersi e rimanere a bocca aperta davanti ad alcuni scorci: i frammenti di mappa sono 5 in totale, e non li abbiamo trovati tutti solo perché in alcune aree spostarsi è davvero, davvero faticoso e complicato. Lo è perché l’espansione punta moltissimo sulla verticalità, con numerose zone montuose, impervie e difficili da attraversare, fra pareti a strapiombo e percorsi senza uscita. Da questo punto di vista, l’apoteosi è forse l’inospitale zona del Picco Frastagliato, dove a tutto questo si aggiungono draghi enormi e tempeste di fulmini. E però, quando si arriva in cima a qualcosa e si ammira il panorama o quando si esce dal buio di un castello labirintico e si torna a rivedere il cielo, gli alberi e le cascate, non si può non essere colpiti dalla resa grafica di Shadow of the Erdtree, che in questo è probabilmente superiore al titolo principale. Ci sono alcuni giochi di luce, soprattutto al sorgere del Sole o al tramonto, con le ombre che cambiano, si allungano e poi si spengono, che sono resi davvero in modo magistrale. C’è un rovescio della medaglia: sulla nostra Xbox, scegliendo la modalità Qualità e con il ray tracing attivo, nelle zone più affollate o ricche graficamente si notano evidenti rallentamenti e cali nel frame rate. Non tanto da avere un impatto sulla giocabilità (tranne forse per alcuni secondi in cima a Rocca delle Ombre) ma comunque chiaramente percepibili.

Nonostante questo difetto, probabilmente risolvibile con un aggiornamento, Shadow of the Erdtree resta un acquisto assolutamente consigliato ed è il DLC che un videogioco del calibro di Elden Ring meritava: è vero che Belurat sembra un po’ Leyndell, che il Castello di Ensis ricorda Raya Lucaria persino nella musichetta di sottofondo e che ci sono nuovi nemici che in realtà sono vecchi nemici che si sono rifatti il trucco, ma non importa. Qualcuno dirà che Shadow of the Erdtree è “solo un enorme more of the same“, ma anche se lo fosse è esattamente il more of the same che i fan di Elden Ring volevano. Anzi, e ci ripetiamo: è l’occasione perfetta per chi non l’ha mai provato per avvicinarsi a questo genere di giochi tanto attraenti quanto respingenti.

Si può rimuovere la Benedizione dell’Albero Madre?

Lo è, per concludere rispondendo a un’altra delle tante domande che affollano la Rete in queste ore, anche perché l’espansione mette a disposizione una sorta di modalità Non Difficile (Facile non si può proprio dire): nel mondo di gioco sono sparsi piccoli potenziamenti che vanno ad aumentare sia la forza sia la resistenza del proprio personaggio, e che si può decidere di utilizzare o non utilizzare appunto per rendere il gioco in qualche modo più accessibile. In parole povere: si fa più danno e contemporaneamente si riceve meno danno dai nemici.

Va precisato che, almeno nel momento in cui scriviamo, il processo non è reversibile: se si decide di servirsi della Benedizione dell’Albero Madre, non si può poi tornare indietro e rimuoverla perché magari ci si accorge di essere diventati troppo potenti. Meglio tenerne conto, prima di approfittarne. Come anche del fatto che questi upgrade non hanno alcun effetto nell’Interregno.

Tech Test

Prova: com’è usare lo Steam Deck Oled se non hai mai giocato su computer



Che cosa ci è piaciuto

  • mondo di gioco molto grande

  • livello di sfida ancora altissimo

  • storia intricata ma coinvolgente

Che cosa non ci è piaciuto

@capoema

 





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Written by bourbiza mohamed

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