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Università di Bologna, eccellenza in 262 corsi e il record europeo di Erasmus

Sono 262 i corsi di studio dell’Università di Bologna per l’anno accademico 2024/2025 tra la sede nel capoluogo emiliano e il multicampus della Romagna, ovvero Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini.

Con due novità: la laurea magistrale in Global cultures, sotto le Due torri, e quella in Ingegneria nautica a Forlì.

Il primo percorso, interamente in inglese, offre un approccio interdisciplinare che unisce storia, pensiero politico, antropologia e geografia e mira a fornire gli strumenti e le competenze necessarie per acquisire una comprensione approfondita della dimensione storica dei processi di globalizzazione. Nel secondo caso si tratta di un percorso strutturato in stretta connessione con aziende e istituzioni del territorio per formare ingegneri specializzati nella progettazione e produzione di imbarcazioni da diporto. “Con 262 corsi – sottolinea il prorettore alla didattica dell’Università di Bologna Roberto Vecchi – negli ultimi anni stiamo andando verso una selezione dell’aggiornamento dell’offerta anche in base alle condizioni di sostenibilità. Significa che prima di attivare un percorso verifichiamo che vi siano aule, docenti, laboratori. È una svolta il passaggio dalla quantità alla qualità”.

86 corsi in inglese, 43 con doppio titolo

All’interno dell’ampia offerta formativa dell’ateneo più antico del mondo anche 104 corsi internazionali, di cui 86 interamente in inglese o con almeno un curriculum in inglese; a questi si aggiungono 43 corsi in italiano e/o in inglese che rilasciano titoli doppi o multipli. Cinque sono invece i corsi interateneo, che cioè coinvolgono un’altra università italiana. Sono le lauree magistrali con l’università di Parma in Electronic engineering for intelligent vehicles e Food Safety and Food Risk Management; quella in Advanced Automotive Engineering con l’università di Modena e Reggio Emilia; quella in Scienze dello spettacolo e della produzione audiovisiva attivata dall’università del Salento e la laurea in Biology of human and environmental health dall’ateneo di Padova.

Percorsi che guardano al futuro

Fiore all’occhiello dell’Alma Mater è poi il corso di laurea in Intelligenza Artificiale, istituito dal Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria (Disi). «Lo abbiamo attivato prima di ChatGpt – osserva Vecchi con orgoglio – e che l’Intelligenza Artificiale andasse così di moda. Ambisce a fornire una prospettiva completa sull’AI. I laureati di questa disciplina impareranno a progettare, realizzare e gestire prodotti innovativi coniugando ingegneria, robotica, informatica ma si toccano pure tematiche legate alle neuroscienze cognitive e problematiche etiche e sociali». Unico nel suo genere in Italia, ideato sotto l’egida dei dipartimenti di Fisica e Astronomia e di Scienze biologiche geologiche e ambientali, e inaugurato nel 2022, è il corso di laurea magistrale in “Science of Climate”. In due anni si punta a formare gli esperti del cambiamento climatico che potrebbero essere determinanti per trovare soluzioni e attuare politiche di adattamento e mitigazione al global warming. Tra i corsi più attrattivi anche Neuroscienze a Cesena, che permette di acquisire competenze in campo neuropsicologico spendibili nel settore sanitario, giuridico e della ricerca. L’università di Bologna fa poi parte degli otto atenei, con capofila Leuven (gli altri sono Complutense de Madrid, ’Uniwersytet Jagiello?ski w Krakowie, la Freie Universität Berlin, l’Helsingin Yliopisto, l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e l’Università di Edimburgo), che hanno sviluppato il corso in European Studies (Baes), un programma internazionale che ha la mobilità come elemento centrale e si fonda su un approccio multidisciplinare agli studi europei con materie come diritto, politica, sociologia, lingue, cultura, storia, filosofia ed economia.

Orientamento e mobilitàIl primato dell’Alma Mater sul fronte dell’Erasmus è consolidato da tempo e anche secondo gli ultimi dati disponibili (anno 2022) l’Università di Bologna è il primo ateneo in Europa per mobilità assegnate, con 3.043 studentesse e studenti in partenza. Nel periodo 2014-2020 da Bologna ne sono partiti quasi 20.000, mentre nello stesso arco di tempo ne sono stati accolti nelle aule dell’ateneo felsineo 15.000. I Paesi con i quali sono stati attivati più scambi (sia in entrata che in uscita) sono Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Per quanto riguarda l’orientamento l’Unibo organizza ogni anno a febbraio una due giorni online per far conoscere tutte le opportunità di studio proposte dall’ateneo dopo il diploma, ma sono tanti anche a giugno gli open day virtuali a cui si può partecipare iscrivendosi sul sito: https://almaorienta.unibo.it/it.

Job placement e prospettive occupazionali

Per gli studenti giunti al termine del proprio percorso di studi, l’Alma Mater organizza ogni anno nei padiglioni della fiera di Bologna il Career day per far incontrare i suoi laureati e le aziende. Centottanta le imprese presenti all’ultima edizione, di cui più della metà (il 60%) emiliano-romagnole ma non solo. Altro appuntamento ormai consolidato è lo Startup day (quest’anno è il 31 maggio) per consentire a studenti e neolaureati di presentare il proprio progetto imprenditoriale a realtà locali, nazionali e internazionali che sostengono la nascita di nuove imprese. Secondo i dati dell’ultimo studio di Almalaurea, il Consorzio Interuniversitario pubblico, a cinque anni dalla laurea il tasso di occupazione degli ex studenti Unibo arriva all’89,1%. Rispetto al tipo di impiego, sono assunti con contratto a tempo indeterminato il 52% dei laureati a Bologna, mentre gli occupati a tempo determinato sono 17,5%. Svolge un’attività in proprio il 13,7%.



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Written by bourbiza mohamed

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