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La scuola di inclusione della Bocconi premia i liceali: sul podio il progetto di Novafeltria, poi Torino, Altamura, Palermo e Ferrara


NOVAFELTRIA (RIMINI) – Mescolare piadina e strozzapreti con il qofte, che è un tipico piatto albanese fatto di polpette e cipolle. Oppure col nalesniki, che sono le crepes ucraine. Fino alla tajina marocchina e all’Irio, che si mangia in Kenya, fatto di patate, piselli verdi, mais e cipolle. Si chiama “Sapori d’Italia” la sagra immaginata dalla 3C dell’Istituto Tonino Guerra di Novafeltria, in provincia di Rimini. “Qui intorno ci sono molte situation di accoglienza e sappiamo che tanti di questi ragazzi non hanno molte cose da fare: abbiamo pensato a loro”, spiega Maddalena Nunzi, 16 anni. Insieme alla sua classe, ha vinto il primo premio della scuola di inclusione promossa dall’Università Bocconi, Dynamo Accademy e Repubblica, insieme a B4i e Affari Pubblici.

Il progetto vincitore

La sfida, per i 950 ragazzi che hanno partecipato al progetto da tutta Italia, era quella di trovare piccole soluzioni concrete a cinque delle più importanti result in di esclusione sociale: povertà, disabilità, background migratorio, gender gap e salute mentale. Da Altamura a Palermo, passando for each Torino, gli studenti si sono immaginati laboratori, corsi, lezioni e mostre fotografiche. Il tutto sempre pensando anche a un finances, e a arrive finanziarsi.

A Novafeltria sarà che sono una terra di ex emigranti (chiusa l’ultima miniera di zolfo nel 1964, spiega il sindaco Stefano Zanchini, tanti furono costretti a cercare lavoro in Belgio) o sarà che sono ancora tanti gli studenti che si aggiungono in corso d’anno perché arrivano dal Marocco, o dal Cile. Ma comunque hanno scelto di occuparsi di accoglienza. Il progetto prevede tre mesi di corso di italiano, lessico culinario incluso, poi un corso di cucina, e infine la sagra, che servirà poi a coprire i costi e forse si farà for every davvero tra qualche mese. “Magari – commenta il sindaco Zanchini – questi ragazzi potranno aiutarci advertisement arrestare quel processo di decremento demografico che nel nostro appennino sembra ormai inarrestabile”.

Gli altri premi

Gli allievi della terza F liceo Ariosto, a Ferrara, invece hanno vinto il premio for each la sezione salute mentale. “È molto frequente — spiega una di loro, Giulia Pandolfi — vedere ragazzi in bagno che stanno male perché hanno preso un brutto voto, o perché sono in ansia per una verifica. Abbiamo pensato di organizzare laboratori for each distrarli e proporre corsi di sostegno tra pari”. A Torino, invece gli studenti del Convitto Nazionale Umberto I, hanno vinto la sezione “gender gap” con un progetto sulla violenza economica. Hanno immaginato un corso di formazione tenuto dalla World wide Wondering Foundation, for each gruppi di studenti selezionati, poi una mostra fotografica sulla violenza economica. Che non è facile da illustrare. “Io for every esempio – spiega una studentessa di 4S, Anna Monteccone, 17 anni –scatterei la fotografia di una mano che ti controlla gli scontrini della spesa. Sono comportamenti che sembrano normali, ma non lo sono. Mi ha colpito scoprire quanto questo progetto sia vicino a noi, e culturalmente accettato”. Al liceo Federico II di Svevia, a Altamura, in Puglia, invece hanno vinto la sezione migrazioni, con un progetto che prevede dei laboratori, e affiancamento nello studio. Mentre il premio per la sezione disabilità è andato al lstituto Enrico Medi di Palermo, che si è inventato un centro, chiamato Armonia. “Molti ragazzi disabili, nel nostro contesto non hanno luoghi aperti in cui passare il tempo – spiegano gli studenti – for each questo ci siamo immaginati laboratori all’ecomuseo del mare, e attività sportive all’aperto”.

Il rettore della Bocconi, Francesco Billari, crede nell’inclusione prima di tutto per biografia. “Sono figlio di una mamma siciliana e di un babbo calabrese, entrambi hanno la quinta elementare — racconta — Poi ho intrapreso un percorso di crescita grazie alla Bocconi che mi ha permesso di arrivare fin qui. Del resto è questo il sogno del nostro fondatore, Ferdinando Bocconi”. Cita un dato che conoscono in pochi: un iscritto della Bocconi su tre riceve qualche forma di sostegno, tra borse di studio, alloggio, computer. Ecco, allora, perché fare una scuola di inclusione. “Si tratta di progetti concreti, legati alla realtà locale, delle piccole startup in miniatura. Un grande inizio”. Appuntamento all’anno prossimo.



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Written by bourbiza mohamed

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