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iPad Pro M4 e iPad Air M2, la prova. così Apple reinventa i suoi tablet più potenti


Sono passati quasi quindici anni da quando Steve Jobs svelò al mondo il primo iPad. Da quel giorno ad oggi il tablet più famoso e venduto nel mondo di strada ne ha fatta davvero molta, evolvendo fino a quello che se appena qualche anno fa era un dispositivo “laterale” rispetto a computer e smartphone, oggi rappresenta una nuova generazione di device personali. In grado, proprio come si vede nel controverso spot della pressa utilizzato da Apple nel suo evento più recente, di contenere un universo di possibilità. Un video che ha suscitato polemiche ma che dice sostanzialmente una verità: i nuovi iPad Pro M4 e iPad Air M2 sono macchine potentissime che portano avanti lo stesso concetto di tablet e superano per certi versi anche quello di personal computer.

La nostra prova
L’ecosistema dell’iPad si è infatti nel tempo arricchito e ampliato, basta l’esempio della nuova matita Pencil Pro realizzata per questi nuovi iPad per averne un’idea: è uno strumento complesso che permette interazioni sofisticate ma allo stesso tempo è facile da usare, e porta sul tablet delle possibilità precluse finora ai computer (a meno di non portarsi dietro più dispositivi e relativo peso). Gli iPad di fascia alta e media, ovvero proprio questi nuovi Pro M4 e Air M2, sono infatti una sintesi di evoluzione tecnologica e potenzialità a disposizione dell’utente.  La gamma degli iPad offre oggi quattro modelli, ognuno personalizzabile per memoria e connettività, e ognuna dedicata a fasce d’utenza ben identificabili: c’è l’iPad Mini che punta sulla portabilità, poco più grande di un telefono, l’iPad “classico” per operatività di lavoro, studio e intrattenimento, l’iPad Air che aggiunge potenza, risoluzione grafica e velocità, e poi l’iPad Pro che offre quanto di meglio abbia Apple in questo ambito. Abbiamo provato i nuovi Pro ed Air, come sempre sottoponendoli a stress test tra applicazioni impegnative e benchmark, e possiamo dire subito che sul mercato dei tablet non c’è nulla di questo livello. Al netto di qualche osservazione da fare, i nuovi iPad Pro ed Air sono il top del tablet contemporaneo, certo anche per quanto riguarda i prezzi, ma soprattutto sia per livello tecnologico che per esperienza d’uso complessiva.

iPad Pro M4. C’è una prima volta per tutto e in questo caso, per la prima volta, il nuovo iPad Pro è il primo dispositivo di Apple a montare il più avanzato processore della linea Apple Silicon, l’M4. Qualche info tecnica: M4 è realizzato con un nuovo processo di produzione a 3 nanometri e in versione 9 e 10 core a seconda della configurazione della Ram dell’iPad e della memoria di massa: i modelli da 256 e 512 gb hanno il 9 core, quelli da 1 o 2 Terabyte il 10. Nel primo caso ci sono 8 gb di Ram, nel secondo 16. Non abbiamo potuto provare la versione “binned” ovvero quella a 9 core, ma i benchmark della versione a 10 restituiscono dei risultati che presumibilmente non saranno granché distanti sul single core, e potranno scendere leggermente in multicore. Sulle prestazioni incide molto più il salto da 8 a 16 gigabyte, in sintesi quindi, la miglior versione di questo nuovo iPad Pro è quella da 1 tera di memoria di massa in su, ma anche l’altra avrà prestazioni molto simili.  Nell’M4 c’è anche un nuovo Display Engine, per pilotare lo schermo di iPad Pro, e un Neural Engine da 16 core per il machine learning e l’IA. La sezione grafica è un upgrade su M3 per quanto riguarda ogni ambito, tra cui il ray tracing. La versione qui in prova è il 13 pollici/2Tb, quindi il top di gamma.

M4, Media, Display e Neural Engine, questo è quello che c’è dentro iPad Pro M4, ma ciò che si nota prima è quello che si può guardare e toccare con mano. E la prima cosa è il nuovo display, un pannello dual-Oled, due livelli sovrapposti, che Apple chiama Ultra Retina XDR. E anche ad un occhio non tecnico, questo display appare subito per quello che é, ovvero uno schermo unico sul mercato in questo momento. Se qualcuno stesse pensando di acquistare un iPad esclusivamente per l’intrattenimento sarebbe difficile accontentarsi di qualcosa di meno di questo display. Resta inteso che anche lo schermo del nuovo Air è di buon livello, ma l’Ultra Retina XDR fa categoria a sé. Con 1600 nits di possibile picco di luminosità in HDR e 1000 di massima, un contrasto di 2000000:1 e la luce emessa dai due pannelli sovrapposti, è un display unico nel suo genere. Con in più le “classiche” tecnologie Apple per gli schermi – ProMotion, True Tone e la gamma di colore P3, ci sembra con facilità il migliore schermo mai visto su un device mobile. Reattivo, limpido e dai neri profondi e dai colori più che vividi, è un display che comunque non nasce solo per godersi al meglio film, serie tv e giochi ma anche – e soprattutto – per la produttività creativa. Il media engine ora supporta l’8K H.264, le modalità ProRes e ProRes Raw, HEVC, la Gpu risulta 4 volte più veloce dell’M2, il number crunching, anche del Neural Engine (il doppio più veloce del precedente, 38 trilioni di operazioni al secondo), è impressionante. Insomma questo iPad Pro M4 è un concentrato di potenza e potenzialità, e al momento è un prodotto sostanzialmente unico sul mercato.

Tra le app di test abbiamo provato Procreate e Procreate Dreams, uno una classica app di disegno creativo e l’altra una sua evoluzione dedicata all’animazione, e Adobe Fresco per collaudare le nuove modalità della Pencil Pro, che ha una funzione “barrel roll” per cui roteando la penna mentre si disegna o si interagisce con lo schermo senza toccarlo, si va ad interagire anche coi livelli delle immagini, mentre con la funzione squeeze, strizzando lo stilo si aprono menu contestuali. Sostanzialmente una reinvenzione del mouse con la reattività di una penna digitale, e funziona molto bene. Tornando alle app di test, lavorare anche in sessioni di ore con questo display e con la potenza elaborativa dell’M4 è un’esperienza finora inedita, anche grazie alla larghezza di banda di memoria da 120Gb al secondo. L’impressione è di avere sotto le dita una macchina capace di fare tutto senza sforzo, ancora di più utilizzando la Pencil Pro – la matita di quarta generazione – che attraverso alcune nuove gesture semplifica ulteriormente la gestione dell’interfaccia.  Peraltro questa nuova tecnologia a doppio strato (“Tandem Oled”)  consente di ridurre lo spessore del display e quindi il peso di tutto l’iPad. La batteria, messa sotto stress con app di uso comune, giochi e rendering di flussi 4K, ha garantito dieci ore abbondanti di durata.

 

Parlando del processore M4, anche qui i classici giri al banco di prova di Geekbench rivelano in numeri quello che l’esperienza di utilizzo dell’iPad Pro fa intuire: in single core il test complessivo totalizza 3702, l’iPad Pro M2 di precedente generazione si ferma a 2534, una differenza del 37% a favore di M4, in multicore i punteggi sono 14394 e 9622, una differenza del 40% (39.740% per l’esattezza). I numeri vedono una differenza del 25% circa a favore di M4 su M3 base. Tradotto, un vero e proprio salto generazionale, necessario anche  per gestire il nuovo display. Geekbench ML, testi sul machine learning, riferisce un Cpu score di 4697 e 3DMark Wild Life Extreme un punteggio complessivo di 8584, migliore del 98% dei device testati in modalità base. In Unlimited mode sono 8840 punti, e tradotto significa che l’iPad Pro M4 è anche una potente console per videogame.

 

Provandolo con Logic Pro e la sua funzione di IA per “capire” la musica e realizzare un brano partendo di fatto dalla sola melodia vocale, o anche separando le tracce di un brano già mixato, i progressi in termini di IA sono palesi, creare musica e canzoni nuove (senza “barare” con l’IA) è un procedimento realmente interattivo e la macchina lavora insieme all’artista o aspirante tale. Insomma con le app di produzione per creator, questo iPad diventa esattamente quello annunciato dallo spot della pressa: un completo strumento creativo dalle possibilità aperte all’evoluzione.

Fin qui le meraviglie insomma non mancano. Ma quali sono i caveat di questa – di fatto – reinvenzione completa dell’iPad Pro e del suo ecosistema? Anzitutto come sempre, il prezzo: iPad Pro e gli accessori di cui difficilmente chi deve lavorarci potrà fare a meno, parte da 1.219 euro per il modello Wi-Fi e da €1.469 per il modello Wi-Fi + Cellular, Pad Pro 13″ parte da €1.569 e da €1.819, e ovviamente si sale aggiungendo spazio di archiviazione e la connettività 5G – si parte da 256 gb per arrivare a 2Tb. La Pencil Pro costa 149 euro ma anche la Pencil Usb-C è compatibile (89 euro). Ecco il range: dal modello più economico (11 pollici, 256, 9 core, Wifi) fino al top (13 pollici, 2tb, 10 core, Wifi e cellular, Pencil Pro e Magic Keyboard), i prezzi sono rispettivamente 1219 e 3577 euro . A queste configurazioni si può aggiungere AppleCare+ e il vetro nanotexture (nei modelli da 1 e 2 tb) e si arriva attorno ai 4000, il prezzo effettivo di una workstation di alto livello. Cosa che in effetti iPad Pro M4 “top spec” è davvero, con in più una portabilità data da peso e spessore decisamente ridotti rispetto alle precedenti generazioni.

Della mancanza del caricabatterie nella confezione vi diciamo nel video che completa questa recensione. In sostanza, non c’è come non c’è negli iPhone, per il regolamento Ue sul caricabatterie universale. Solo che l’iPad Pro è una workstation e non un telefono, e nessuno si sognerebbe mai di vendere un laptop senza caricabatterie. Qui Apple non c’entra nulla e nemmeno servirebbe se l’azienda includesse un voucher per l’acquisto separato, perché l’obiettivo Ue è proprio ridurre il numero di caricabatteria in circolazione, dando per scontato che chiunque ne possegga già uno. Una regola che in questo specifico caso sembra davvero poco calibrata sulle specifiche tecniche del dispositivo.

L’ultima analisi riguarda la potenza di M4 in un device che è più potente dei computer della stessa Apple, e che si basa su iPadOS, un sistema più giovane e sandboxato di MacOS. Quando l’accoppiata iPad+applicazione perfettamente studiata per il dispositivo funziona, allora la “magia” di Apple si compie: non solo “it just works” ma funziona tutto al meglio, lavorare con Logic e i due Procreate è un’esperienza assolutamente rivoluzionaria. Ma quando iPadOS deve in qualche modo assomigliare a un Os desktop, per quanto funzionalità come Stage Manager aiutino parecchio, l’esperienza non è allo stesso livello. L’iPad non è ancora un sostituto per il Mac, e non intende però nemmeno esserlo, è un dispositivo com cui si lavora in modo diverso e con le caratteristiche specifiche di questa macchina e allo stesso tempo, “supera” il computer per diventare un device ancora più personale. Dovrebbero in ogni caso esserci novità importanti su iPadOS alla prossima WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori Apple, per sfruttare al meglio le potenzialità di una macchina così performante e piacevole da usare.

 

iPad Air M2. Anche alla luce delle elevatissime performance dell’iPad Pro M4, sottovalutare il più piccolo Air M2 sarebbe una leggerezza. Certo cambiano tante cose in questo Air rinnovato e per la prima volta disponibile in due versioni, da 11 e 13 pollici. Molte differenze sono ovvie, ma ricordiamo che M2 è un chip assolutamente prestante. Fa sorridere se si pensa che il Mac Pro più potente in listino Apple monta l’M2 Ultra, la versione più estesa del chip che c’è dentro questo nuovo iPad Air. E anche qui i risultati al banco di prova sono di tutto rispetto: 2612 in single core e 9972 in multicore, un balzo in avanti importante rispetto al precedente modello M1.
Il display è un Liquid Retina led da 2360×1640 o 2372×2048, bello, completamente laminato e dai colori vibranti, True Tone e antiriflesso e supporta la Pencil “senza contatto” (che è davvero utile in diversi contesti), e sostanzialmente questo nuovo AIr ricorda molto, molto da vicino il Pro della scorsa generazione, anche questo M2, sia nell’impressione di uso generale che nelle soluzioni tecnologiche. Certo non c’è Oled, ProMotion, accelerazione hardware, non c’è il Lidar e il FaceID sostituito come sul precedente Air da un (obiettivamente comodo e non si capisce perché non ci sia ancora sull’iPhone) TouchID laterale. Ma quello che c’è in questo nuovo Air M2 è forse l’iPad “perfetto” per chi cerca uno strumento di lavoro, produzione artistica e intrattenimento che possa fare tutto quello che si fa in un normale contesto produttivo e spingersi anche parecchio più al largo. Abbiamo provato la versione 13 pollici con connettività 5G e per ironia della sorte, è leggermente più pesante del nuovo Pro (la denominazione Air indica tradizionalmente la leggerezza dei device). M2 è un processore che spinge forte in tutti gli ambiti e secondo noi, fa di questo iPad Air la macchina da gioco portatile perfetta, anche grazie a dieci ore piene di durata della batteria. Complessivamente il nuovo iPad Air è uno strumento dalle ottime prestazioni e di alto livello tecnologico, con cui si può fare molto, ad un prezzo interessante: parte da 719 euro/128gb (11 pollici) e 969 per il 13 pollici, a salire fino a 1tb e connettività 5G. A nostro giudizio lo “sweet spot” è il modello da 512/5G, 1519 euro.

 



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Written by bourbiza mohamed

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