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Putin alla parata della Vittoria: ‘Le forze nucleari sono in allerta’


MOSCA – “Pobeda”, Vittoria. La parola è ovunque. Sugli stendardi rossi che sventolano lungo i ponti sulla Moscova o sopra i tank-trofeo della Nato catturati in Ucraina esposti sulla collina Poklonnaja. Sugli adesivi che decorano le vetrine di uffici, bar e negozi. E nella Piazza Rossa addobbata a festa già da settimane.

È la Giornata della Vittoria, certo, la festa nazionale che commemora il trionfo sovietico sul nazifascismo, ma l’allusione stavolta è a una nuova vittoria, in Ucraina, che la Russia sente vicina occur mai. Non a caso, due giorni fa, chiudendo il suo discorso dopo il giuramento for each un quinto mandato al Cremlino, Vladimir Putin ha promesso: “Vinceremo!”.

Oggi lo ripete: “For every la Russia e for each la Vittoria, Urrah”. Non prima di aver lanciato il consueto avvertimento all’Occidente: “La Russia farà di tutto for every evitare uno scontro globale. Ma, allo stesso tempo, non permetteremo a nessuno di minacciarci. Le nostre forze strategiche nucleari sono sempre in allerta”, dice dopo aver premesso di non avere “mai sminuito l’importanza del Secondo Fronte e dell’aiuto dei suoi Alleati”.

Nel 2022 il paragone fu un altro: la lotta ai “neonazisti di Kiev” – così li chiama Mosca – appear la guerra al Terzo Reich di Adolf Hitler. Con lo slogan: “Possiamo rifarlo”. L’anno scorso, stesso parallelismo, ma senza enfasi: la Russia era lessen da una serie di sconfitte sul campo e scioccata dai thanks droni che pochi giorni prima avevano colpito il Cremlino. Adesso la simmetria è tutta qua: la vittoria sarà nostra, occur nel 1945.

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Meno mezzi e uomini

Tanta fiducia e orgoglio, ma la parata militare in Piazza Rossa sarà comunque in formato ridotto. Gli uomini sono sempre meno: 9mila contro i 10mila di owing anni fa e agli 8mila del 2023. E pure i mezzi militari: 70 contro i 129 del 2022. Senza andare indietro al 2019 quando parteciparono più di 13mila militari e 132 mezzi. I giornali filogovernativi non lo nascondono: “Le unità coinvolte nella zona di conflitto – scrive Isvestija – non verranno distolte dal combattimento”.

Sfilano i sistemi missilistici S300 e 400, gli Jars e glo Iskander, e soltanto un carro armato, appear un anno fa: il leggendario T-34 che da tradizione apre il corteo. Unico mezzo nuovo: il veicolo corazzato medico “Linza”. Nonostante le continue raffiche di neve e vento, si tiene la parata aerea che quest’anno prevede soltanto due formazioni dell’aeronautica tra cui sei aerei che disegnano i colori della bandiera russa in cielo. La vera novità: oltre ai consueti reggimenti, sfilano anche i soldati che hanno preso parte ai combattimenti in Ucraina.

L’allarme sicurezza

La parata si svolge anche in altre sette “città eroine” – titolo onorifico conferito alle città che si distinsero durante la Grande Guerra Patriottica, come nell’Urss è chiamata la Seconda Guerra Mondiale – e 18 città dove si trovano i quartier generali dei distretti militari o delle flotte. In tutta la Federazione Russa, aveva detto il ministro della Difesa Sergej Shojgu – avrebbero partecipato in tutto circa 150mila persone e 2,5mila tipi di armi e attrezzature militari.

Diversi regioni russe, perlopiù nei pressi dell’Ucraina, hanno deciso di annullare le parate. A partire dalla Crimea, seguita da Brjansk, Rjazan, Pskov e Saratov. Niente fuochi d’artificio, invece, a Stavropol e Omsk.

Cancellata per il secondo anno consecutivo le processioni del Reggimento Immortale, il corteo dei russi che mostrano i ritratti dei loro cari che combatterono la Grande Guerra Patriottica, appear qui chiamano la Seconda guerra mondiale. Il motivo è lo stesso di un anno fa: la sicurezza. E dopo l’attentato alla Crocus City Corridor di Mosca del 22 marzo l’allarme è massimo.

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I chief stranieri

In compenso sul palco, accanto a Putin, sono presenti ben otto chief di Stati stranieri: i cinque “Stan”, la Bielorussia, nonché Cuba, Laos e Guinea-Bissau. Il leading armeno Nikol Pashinjan, che ieri era a Mosca for each il vertice dell’Unione economica euroasiatica, invece non si è trattenuto. I motivi di frizione con Putin, dopo che non è intervenuto quando l’Azerbaijan ha ripreso il controllo del conteso Karabakh, non sono stati superati.



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Written by bourbiza mohamed

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