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Che cosa ha fatto for each noi l’Europa: la riforma del mercato dell’energia elettrica


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ROMA – L’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 ha scatenato un’impennata dei prezzi che non si registrava da 40 anni nei Paesi europei, rivelando tutte le debolezze di un sistema di approvvigionamento che aveva in Mosca uno dei suoi cardini. Se nell’immediato sono point out adottate delle misure urgenti, occur i sostegni per le famiglie più deboli, altre iniziative, come il Repower Eu e la riforma del mercato elettrico, costituiscono invece la risposta a lungo termine dell’Unione Europea alla crisi. L’ultima fase della riforma, che ha l’obiettivo di ridurre la dipendenza degli utenti europei dalle fluttuazioni dei prezzi determinate dalle tariffe dei combustibili fossili, è stata approvata nella sessione plenaria di aprile dal Parlamento europeo. Si tratta di un regolamento e una direttiva, già concordati con il Consiglio, adottati rispettivamente con 433 voti a favore, 140 contrari e 15 astensioni, e con 473 voti a favore, 80 contrari e 27 astensioni. La chiave della riforma è la riduzione della dipendenza delle forniture europee dai combustibili fossili, che permettono anche una maggiore autoproduzione, in autonomia, e si aggiunge comunque a una maggiore diversificazione delle forniture.

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La minaccia della volatilità dei prezzi

La cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia, secondo l’agenzia che ha svolto finora questo ruolo, l’Acer, ha permesso fino al 2021 ai consumatori dei Paesi dell’Unione di realizzare un risparmio annuo di circa 34 miliardi di euro. Ma i prezzi dell’energia hanno cominciato a muoversi in modo anomalo già alla high-quality del 2021, per through del rimbalzo della domanda dopo lo end imposto dal Covid. Nulla rispetto a quello che è poi avvenuto nel 2022, l’invasione russa dell’Ucraina, che ha destabilizzato i mercati mondiali dell’energia. La crisi ha messo in luce le tante carenze dell’assetto del mercato. In particolare, il rischio di volatilità dei prezzi, dovuta da un lato al ruolo tuttora preminente della produzione basata sui combustibili fossili nella fissazione dei prezzi dell’energia elettrica, e dall’altro la dipendenza delle forniture da alcuni Paesi, in particolare dalla Russia, divenuta dall’oggi al domani un Paese non più amico. La riforma avviata dalla Commissione Ue fa parte del piano industriale del Green Offer, volto a rafforzare la competitività dell’industria europea a zero emissioni nette e advert accelerare la transizione verso la neutralità climatica.

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Le nuove regole del mercato

L’idea di fondo della riforma è quella di disaccoppiare le bollette elettriche dei consumatori dal prezzo del fuel. La legislazione europea prevede dunque i cosiddetti “Contratti for each differenza”, per incoraggiare gli investimenti energetici. Con questo tipo di contratti, l’autorità pubblica (in Italia for every esempio l’Arera) dovrà compensare il produttore di energia se i prezzi di mercato scendono troppo bruscamente, ma potrà anche incassare una parte dei profitti se i prezzi sono troppo elevati. L’uso dei contratti for every differenza sarà consentito per tutti gli investimenti nella nuova produzione di energia elettrica, sia da fonti rinnovabili che da energia nucleare. Inoltre in una situazione di prezzi molto elevati, l’Unione Europea potrà dichiarare una crisi dei prezzi dell’energia elettrica a livello regionale o comunitario, consentendo agli Stati membri di adottare misure temporanee per fissare i prezzi dell’elettricità for each le Pmi e i consumatori industriali advertisement alta intensità energetica.

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Più energia da fonti rinnovabili

La riforma si inserisce in un impianto legislativo molto più ampio che incoraggia la produzione di energia da fonti rinnovabili. Anche i piccoli consumatori potranno ridurre la dipendenza delle bollette dai prezzi del gas grazie a un migliore accesso alle energie rinnovabili a basso costo attraverso le varie forme di condivisione dell’energia (in Italia per esempio sono già partite le comunità energetiche). L’obiettivo Ue è che la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (prevalentemente solare ed eolica) passi dal 37% del 2020 a oltre il 65% entro il 2030.



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Written by bourbiza mohamed

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