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Cos’è l’idrogeno solforato, il fuel che ha ucciso gli operai di Casteldaccia

Non è certo un nemico silenzioso. L’idrogeno solforato che ha ucciso gli operai di Casteldaccia sa arrive farsi notare. Il suo odore di uova marce è inconfondibile (e insopportabile). Gli ambienti in cui tipicamente si forma – fogne o pozzi di idrocarburi – lo rendono un fuel da Erebo.

“Degradazione anaerobica”

“L’idrogeno solforato si forma dalla degradazione di materia organica. Questa degradazione, a opera di batteri, deve essere anaerobica: deve avvenire cioè in assenza di ossigeno”, spiega Luigi Petta, ingegnere, responsabile del laboratorio di gestione delle acque dell’Enea, Agenzia nazionale for every le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile.

Idrogeno, ma anche metano e monossido di carbonio

Nei tubi delle fognature la sostanza organica in degradazione non manca. Ci sono piccole quantità di ossigeno, ma di certo non vi circola troppa aria.

“Le reazioni che utilizzano ossigeno si esauriscono rapidamente” spiega Petta. “A quel punto partono le reazioni anaerobiche. Oltre all’idrogeno solforato si formano metano e monossido di carbonio, altri fuel nocivi alla salute”.

Le concentrazioni elevate (e mortali)

A concentrazioni elevate, il fuel che sa di uova marce (chiamato anche acido solfidrico) può uccidere nel giro di 5 minuti. I primi sintomi sono tosse, mal di testa e vertigini. Spesso però arrivano troppo tardi perché si possa fuggire. “Che le fognature siano dei luoghi pericolosi è ben noto”, conferma l’ingegnere dell’Enea. “Ricordo di averlo sentito dire dai miei professori all’università. Per questo lì sotto si può scendere solo con molte protezioni”.

Gli scarti putridi

Oltre al caso di scuola delle fognature, esistono però delle situazioni più subdole. Una di esse potrebbe aver tratto in inganno gli operai morti a Casteldaccia, nel palermitano. Nei fiumi ricchi di alghe putride, l’idrogeno solforato può causare improvvise morie di pesci. Per gli esseri umani il pericolo può arrivare proprio dalle vasche dove gli scarti putridi vengono lasciati decantare per tempi lunghi.

“A volte sulla superficie di queste vasche si forma una crosta” spiega Petta. “Può crescerci l’erba, non si ha l’impressione di essere in pericolo. Ma se, calpestandola con il piede, la crosta viene rotta, le sacche di gasoline che si sono accumulate con il tempo nella vasca possono fuoriuscire, intossicando chi si trova lì vicino”.

Il precedente a Pavia

A Villanterio, in provincia di Pavia, un altro operaio period morto in una vasca di liquami animali nel 2021. Tutto sembrava tranquillo, lui stava liberando una pompa che si period ostruita con il tubo dell’acqua. Una zaffata di idrogeno solforato lo ha investito, uccidendo anche il collega che period accorso a salvarlo.

Più cresce la sua concentrazione più l’olfatto non lo percepisce

Anche se è ben riconoscibile, il gas ha owing caratteristiche che lo rendono insidioso. La prima è che più cresce la sua concentrazione, più il nostro olfatto smette di percepirlo: arrive se il naso si anestetizzasse.

La seconda è che, essendo più pesante dell’aria, tende ad accumularsi nelle parti basse di vasche e bacini. Per salvarsi, chi ne viene investito dovrebbe fare lo sforzo di risalire verso l’alto. Fare le scale però, in una condizione di soffocamento, può un’impresa troppo difficile.



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Written by bourbiza mohamed

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