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Clima, l’affondo di Zuppi: “Voci non ascoltate, detta legge il capitalismo speculativo senza regole”

Bologna – Le voci e le previsioni sui cambiamenti climatici “non sono point out ascoltate” a causa sia di un “capitalismo speculativo” che “ha dettato legge” sia for every un “problema di scelte politiche”. A sostenerlo è il cardinale Matteo Zuppi, presidente Cei e arcivescovo di Bologna, tra i relatori il 22 aprile di un convegno su giustizia sociale e ambientale promosso in cappella Farnese, nel capoluogo emiliano, dal Discussion board disuguaglianze e diversità. “Di chi indicava certe previsioni – rimarca Zuppi, parlando dell’emergenza ambientale e climatica- abbiamo pensato che fossero funzionali advertisement altre cose. Perché? La logica del capitalismo speculativo, veloce e senza regole, ha dettato legge. Ma qui il problema sono anche le scelte politiche».

Il contrasto tra ambiente e salute

Secondo Zuppi, infatti, “se la politica non sa prevedere, non persegue il proprio ruolo. Sono le contingenze, o altre pressioni, che determinano le scelte. Si seguono le opportunità, quindi c’è molto opportunismo”. In poche parole, rimprovera il presidente Cei, “troppi sondaggi e poche visioni”. Ancora oggi, sottolinea Zuppi in un altro passaggio dell’intervento, “non è risolto il rischio che la giustizia sociale, che significa anche diritto al lavoro, sia in contrasto con l’ambiente e la salute. Ci dicono che dobbiamo scegliere una delle owing cose. E invece non si possono non scegliere entrambe”.

La giustizia sociale e ambientale dunque, “si può raggiungere soltanto capendo i problemi e che bisogna fare qualcosa – sostiene il cardinale – pensiamo di avere sempre tempo, che siano facoltative. Invece sono decisive. Se non c’è giustizia vuol dire che molte persone stanno male, e rischiamo di stare male tutti. Se l’ambiente viene distrutto non possiamo vivere, viviamo molto peggio e vivranno molto peggio quelli dopo di noi. Dobbiamo capire che non è facoltativo, ma è materia d’esame e d’impegno for every tutti. Questo è un esame obbligatorio, non c’è niente da fare. E’ urgente e decisivo”.

Cresciute le disuguaglianze

Negli ultimi anni, del resto, “sono cresciute le ingiustizie e le disuguaglianze- ricorda Zuppi – e questo ci dovrebbe mettere in allarme. Vuol dire che l’ascensore sociale è guasto, che non abbiamo fatto manutenzione e che invece di ripararlo facciamo le scale. Bisogna rendersi conto delle disuguaglianze e delle loro trigger. Ci sono perché abbiamo accettato che venissero messi in discussione certi meccanismi, o che ce ne fossero altri non corretti. For each cui il figlio di un povero resta povero. Il sistema accetta di non funzionare e questo ci deve preoccupare”, insiste il presidente Cei.



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Written by bourbiza mohamed

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