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Da Fascina a Urso, ecco i politici spiati: altri quindici indagati con il pm antimafia

L’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. La deputata e moglie di Sivio Berlusconi, Marta Fascina. I ministri Guido Crosetto, Alfredo Urso, Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Claudio Durigon. E ancora il deputato Fabio Rampelli, Denis Verdini, l’avvocato Piero Amara, Irene Pivetti, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina e l’imprenditore Gaetano Caltagirone. Sono alcuni dei nomi che compaiono nelle carte dell’inchiesta di Perugia sulle attività di presunto dossieraggio del luogotenente della Finanza Pasquale Striano, fino a qualche mese fa in servizio alla Direzione nazionale antimafia.

Gli accessi abusivi

Striano è accusato di aver effettuato centinaia di accessi abusivi alle banche dati. E in assenza di un qualsiasi enter investigativo. Si tratta, però, di una goccia nel mare: nel lunghissimo capo di imputazione, infatti, vengono contestati a Striano circa 800 episodi di intrusione illecita su un totale di 5.000 accessi a databases statali da lui fatti dal 2019 fino a qualche mese fa in qualità di funzionario della Dna.

Le contestazioni a Laudati

Striano procedeva a strascico. «Solo per motivi di indagine», ha spiegato inizialmente lui. Abusando del proprio ruolo, secondo la procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone. Anche perché spesso le ricerche partivano da enter di giornalisti: cinque sono quelli indagati, su un totale di sedici persone sotto inchiesta. Tra di esse anche il sostituto procuratore della Dna, Antonio Laudati, all’epoca dei fatti responsabile della sezione che gestiva le Segnalazioni di operazione sospette (Sos) provenienti dalle banche. A Laudati sono contestati 4 episodi. Sui quali, però, si dichiara «assolutamente estraneo», spiega il suo avvocato Andrea Castaldo. Laudati sarà ascoltato nei prossimi giorni perché il suo interrogatorio ha subito uno slittamento.

“La completa estraneità”

«Risponderemo a tutte le domande, dimostrando e chiarendo la nostra completa estraneità ai fatti contestati», dice Castaldo. Che aggiunge: «L’attuale vicenda processuale nasce a seguito di una relazione di servizio a firma di Laudati rivolta alla Procura della Repubblica di Roma, nella quale si circostanziavano irregolarità commesse da un ufficiale della Guardia di Finanza». In ogni caso, gli addebiti contestati a Laudati non riguardano personaggi politicamente esposti, spiega Castaldo.

Lo spionaggio di Striano

La procura di Perugia ritiene di avere le establish dello spionaggio di Striano, che cercava informazioni sensibili su politici, imprenditori, uomini della finanza: ci sono accessi alle banche dati delle Sos, a quelle tributarie e al sistema interno della Dna che conserva anche documenti giudiziari. I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di accesso abusivo a sistemi informatici e banche dati, falso e divulgazione di informazioni riservate.

La nascita dell’indagine

L’indagine è nata un anno fa da un esposto del ministro della Difesa Crosetto dopo che su un quotidiano era stato pubblicato un documento relativo alla sua dichiarazione dei redditi e a compensi percepiti da Leonardo. Il fascicolo era finito sul tavolo della procura di Roma e sembrava una banale inchiesta su una fuga di notizie, con la caccia alla fonte dei giornalisti. Una volta risaliti a Striano le cose però si sono complicate perché ci si è trovati di fronte a una mole importantissima di accessi. E al possibile coinvolgimento di un magistrato della Dna, Antonio Laudati. For every questo gli atti sono stati inviati a Perugia.



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Written by bourbiza mohamed

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