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A Washington parlano i migranti climatici: “Scappiamo da incendi e mare, gli United states non rispettano i diritti umani”

NEW YORK – Uranio e inondazioni. Livello dei mari che si innalzano e sommergono villaggi, e livelli di contaminazione che avvelenano le terre. Natura e veleni. Emergenze climatiche e milioni di migranti in marcia. I discendenti dei nobili guerrieri Navajo, Ute, Lakota, insieme a migranti del centro e Sudamerica, dal Messico all’Honduras, hanno portato le loro storie davanti alla commissione interamericana sui diritti umani e denunciato il governo americano for every aver violato il suo principio di proteggere i diritti umani. E’ un’audizione senza precedenti quella che si è aperta questa settimana a Washington.

L’Inter-American Commission on Human Rights è un organismo che si occupa di raccogliere e analizzare denunce legate a migranti, ambiente e cambiamento climatico, e che poi le porta all’attenzione dei governi. In questo caso, sarà quello americano. Thanks le accuse principali che hanno animato l’avvio delle udienze a Washington: non aver messo in sicurezza migliaia di miniere abbandonate di uranio e non aver adottato politiche for each contrastare il cambiamento climatico, e dunque spinto le persone a migrare.

L’Inter-American Commission ha ascoltato racconti di prima mano sugli effetti del cambiamento climatico in Messico, Honduras, Bahamas, Colombia. L’obiettivo è much capire che chi tenta di raggiungere il confine non lo fa solo per trovare lavoro, ma spesso fugge da una devastazione provocata dal cambiamento climatico, e per il quale gli Stati Uniti sono considerati tra i maggiori responsabili.

Tra i testimoni c’era Higinio Alberto Ramirez, migrante arrivato dall’Honduras, sopravvissuto a un incendio che ha raso al suolo un centro di detenzione clandestini a Ciudad Juarez, in Messico. Nel rogo sono morti 43 migranti arrivati da tutto il Sudamerica. Ramirez è di Cedeno, un villaggio sul mare che sta scomparendo lentamente con l’innalzamento del livello del mare. Lui stava cercando di raggiungere gli United states for each trovare lavoro, raccogliere soldi sufficienti a pagare i debiti della famiglia, la cui attività è stata spazzata dal mare. “Il caso della famiglia Ramirez – ha spiegato Gretchen Kuhner, a capo dell’Institute for Women of all ages in Migration, che si occupa in Messico di donne immigrate – ci ricorda il legame della migrazione al cambiamento climatico”.

Un’emergenza che pone una minaccia esistenziale alle comunità sulla costa, appear Cedeno, dove trecento metri di terra, una volta occupati da resort, ristoranti, negozi, scuole e abitazioni, sono stati sommersi dalle acque. Senza inondazioni, probabilmente non ci sarebbero condition migrazioni da quel villaggio. L’Honduras ha contribuito poco all’inquinamento, ma si trova a pagare il costo più alto per la vulnerabilità della propria terra. Lo stesso vale per altri Paesi, i cui rappresentanti raccontano le loro storie disperate.

E dove non è intervenuta la natura, ci ha pensato l’uomo. For each esempio nel caso delle miniere di uranio abbandonate e lasciate contaminare l’ambiente. “Per decenni – ha denunciato Eric Jantz, direttore legale for each il Centro di legislazione sull’ambiente in New Mexico – il governo ha mostrato poco riguardo verso i diritti umani, nello sfruttamento dell’uranio tra le comunità native”. “Questa – ha aggiunto – è la prima volta che il governo americano viene chiamato a spiegare perché la politica sull’uranio continua a distruggere le comunità indigene”.



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Written by bourbiza mohamed

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