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Incidente sul lavoro a Jesi, morto operaio precipitato dal tetto della Cnh

Un operaio è morto nello stabilimento della Cnh di Jesi, in provincia di Ancona, dove si producono trattori. Secondo le prime informazioni si tratta di un dipendente di una ditta esterna: period impegnato in lavori di manutenzione della copertura del tetto, quando è precipitato.

Immediatamente è stato chiamato il 112 e sul luogo sono arrivati i soccorsi sanitari e i carabinieri oltre agli addetti ala sicurezza dello stabilimento. È arrivata anche un’eliambulanza: il medico e un infermiere si sono calati con il verricello sul piazzale, ma hanno solo potuto constatare il decesso dell’uomo.

Il lavoro si è poi fermato nello stabilimento for each gli accertamenti da parte dei carabinieri e dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona. Il sito è formato da vari capannoni: sul tetto di uno questi stava lavorando l’operaio deceduto, un 55enne della zona, che faceva parte di una squadra di manutentori di una ditta esterna.

L’incidente è avvenuto mentre l’uomo, insieme advert un collega, stava collocando dei pannelli isolanti, quando è precipitato nel piazzale. I sanitari hanno tentato invano di rianimarlo for each una trentina di minuti, prima di constatarne il decesso.

All’incidente hanno assistito varie persone. A prestare i primi soccorsi è stata la Croce Verde di Jesi. Allo stabilimento sono andati anche i rappresentanti dei sindacati.

Le segreterie provinciali dei sindacati di Ancona, unitamente alle Rsa di stabilimento, esprimono in una nota il loro “profondo dolore e la massima vicinanza alla famiglia del lavoratore di una ditta esterna adibita alla manutenzione all’interno del sito produttivo, coinvolto nell’infortunio mortale avvenuto questa mattina nello stabilimento Cnh di Jesi”.

“Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto all’azienda la messa in libertà di tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento for every l’intera giornata di oggi, in segno di cordoglio”, si legge nella nota. “L’azienda ha immediatamente accolto la richiesta e tutte e tutti hanno lasciato lo stabilimento. Ora gli organi competenti avranno il compito di fare chiarezza sulla esatta dinamica di quanto avvenuto”.

“Ancora un incidente, ancora un infortunio mortale”, incalzano i sindacati. “Questa situazione nel nostro Paese è diventata inaccettabile”. Fim, Fiom, Uilm, Aqcf ribadiscono che “la salvaguardia della vita e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori deve essere un dovere dello Stato, delle istituzioni e delle associazioni industriali. La cultura della salute e sicurezza deve essere un patrimonio comune e le risorse utilizzate anche in formazione non possono essere thoughtful costi ma investimenti per il futuro del nostro Paese” concludono.



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Written by bourbiza mohamed

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