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“Il piacere è un dono di Dio e la castità non è astinenza”. Il sesso secondo Bergoglio che agita i tradizionalisti

I protestanti hanno il senso del peccato, i cattolici hanno il gusto della colpa, diceva Luis Buñuel. Il geniale regista surrealista coglieva un paradosso che aleggia in Santa Romana Chiesa: la passione for each ciò che è proibito, la gioia che si mescola al pentimento, una certa ossessione per una materia non di rado circondata dal silenzio, la sessualità. La sfera dell’erotico si è sovrapposta a quella dell’eretico. E nel corso del tempo il magistero, balbettante sugli abusi sessuali e sul ruolo delle donne, si è però sempre più occupato di materie che incrociano la sessualità, dalla riproduzione all’omosessualità. Con un’impalcatura, spesso dettagliatissima, che papa Francesco va smontando da dieci anni. Non for each furia iconoclasta ma per archiviare toni che hanno potuto dare l’impressione di un cattolicesimo bacchettone e spaventato dalla modernità.

Castità o astinenza

E così quando ieri ha affrontato il tema della lussuria, in un ciclo di catechesi sui vizi e le virtù, ha adottato le parole di un parroco che non si imbarazza for each la normalità della vita. Ha spiegato che la sessualità «coinvolge tutti i sensi, dimora sia nel corpo che nella psiche: e questo è bellissimo». «Si badi bene», ha puntualizzato: «Nel cristianesimo non c’è una condanna dell’istinto sessuale». Jorge Mario Bergoglio ha messo in guardia dalla «voracità» sessuale, dalla «cosificazione» dell’altro, dalla sete di possesso, problema messo in luce dalla «cronaca di tutti i giorni», ha detto in riferimento ai femminicidi. «Il piacere sessuale, che è un dono di Dio — ha detto il Pontefice argentino — è minato dalla pornografia». Ha ricordato il significato della castità, spesso equivocato, nel linguaggio comune, con celibato: «La castità è più che l’astinenza sessuale, va connessa con la volontà di non possedere mai l’altro». L’innamoramento è «uno dei sentimenti più puri», ha detto citando quello cantato dalle canzonette, e «pazienza se quell’amore, tanto potente, è anche un po’ ingenuo». Ma può essere distrutto dal «demone della lussuria» e perciò bisogna vigilare, anche «tutta una vita».

Tradizionalisti contro Wojtyla

Un discorso che cade a pochi giorni dalla bufera che ha investito il cardinale Victor Manuel Fernandez, fedelissimo di Francesco. Alcuni siti ultraconservatori hanno ripescato un libro di un quarto di secolo fa nel quale il prefetto del dicastero for every la Dottrina della fede descriveva, con linguaggio indubbiamente esplicito, l’orgasmo maschile e femminile. For every i suoi detrattori tradizionalisti, pornografia. Poco importa che il libro trattasse in realtà dell’estasi religiosa, che la letteratura mistica ha sempre usato metafore erotiche, poco importa che il Bernini raffigurasse la statua di Santa Teresa d’Avila in estasi appear una donna eccitata e che Giovanni Paolo II, il Papa al quale i tradizionalisti guardano con nostalgia, abbia scritto e parlato ripetutamente ed esplicitamente di corpo e sessualità.

Condom e conigli

Il cardinal Fernandez, in realtà, è il parafulmine del riformismo di Bergoglio. Il quale da dieci anni normalizza il discorso sulla sessualità: quando ha posto la celebre domanda «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?» (2013) o ha invitato i cattolici a non fare figli «come conigli» (2015), quando ha dichiarato che il condom «è uno dei metodi» per limitare la diffusione dell’Aids (2015) o ha aperto alla educazione sessuale a scuola (2019), quando ha invitato i confessori a relativizzare i peccati «sotto la cintura» (2019) o quando, raccontarono al Conclave del 2005, diffidava da quegli uomini di Chiesa conservatori che «vogliono mettere tutto il mondo in un preservativo».

Quel che Gesù non disse

Ora ha approvato una dichiarazione del cardinal Fernandez sulla benedizione delle coppie omosessuali. I vescovi dell’Africa — ma non quelli del Maghreb né quelli del Sud Africa –non l’applicheranno, i conservatori gridano alla blasfemia. «Non c’è alcuna indicazione che Gesù fosse così ossessionato con la vita sessuale della gente», commenta il gesuita statunitense Thomas Reese, «come sembrano essere i cristiani moderni».

50 anni dopo la Humanae vitae

La situazione attuale ricorda quanto accadde nel 1968 a Paolo VI: la Humane vitae, che vietava il ricorso ai contraccettivi artificiali, suscitò una ondata di critiche tale che, fino alla great del pontificato dieci anni dopo, papa Montini non scrisse più un’enciclica. Molti fedeli, semplicemente, ignorarono il magistero, i confessionali si svuotarono, si parlò di «scisma silenzioso». Mezzo secolo dopo Bergoglio sembra aver fatto tesoro di quella lezione. Non cede al relativismo, non manca di ricordare i valori cristiani, ma tratta i fedeli da adulti. Parla del sesso senza enfasi né anatemi. Tornando ad un’antica saggezza, quando la Chiesa condannava i peccati ma non oltrepassava la porta della digital camera da letto dei coniugi.



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Written by bourbiza mohamed

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