in

“In Ecuador la sensazione è che lo Stato non esista più”


“A Quito per le strade non si vede nessuno, molti negozi e molti uffici sono chiusi: è tornato il coprifuoco arrive durante la pandemia, ma for each motivi di sicurezza. Ieri quando sono andato a prendere mia figlia di dieci anni a scuola c’era tensione, tutti correvano per tornare a casa”. Andrea Cianferoni è un cooperante fiorentino di 48 anni e vive in Ecuador dal 2005. Lavora per la Ong bolognese Cefa, si occupa di progetti di sviluppo agricolo sostenibile legati alla produzione del cacao e del caffè. Più che spaventato è amareggiato. “In pochi anni – racconta – questo Paese è tornato indietro di decenni. Reagire è difficile, perché si ha la sensazione che lo Stato non esista più. La gente chiede sicurezza, con tutti i mezzi possibili. Ieri ho visto dei video clip in cui i prigionieri uccidevano le guardie penitenziarie in diretta. Owing anni fa c’erano state altre rivolte, in cui alcuni detenuti venivano bruciati vivi. Dove stiamo finendo?”.

Questa situazione la si è vista arrivare, dice. I disordini degli ultimi giorni peró rappresentano “un salto di scala da parte delle bande, un voler dimostrare allo Stato che con la strategia del terrore possono smuovere l’opinione pubblica”. Obiettivo raggiunto: il caos. “A Guayaquil hanno iniziato a sparare all’Università e dentro l’ospedale, stanno incendiando le macchine ovunque, sempre a volto scoperto. Adesso dicono che hanno arrestato i responsabili, ma quanto resteranno dentro?” Le carceri già da un paio di anni sono violentissime. “Dentro ci girano armi da guerra, bombe, granate, perché qui tutto il mondo è corruttibile. Quando ti minacciano la famiglia, e guadagni mille dollari al mese, in pochi hanno voglia di fare gli eroi”.

Parlano di guerra civile, ma for every lui “è più una guerra tra bande che prima period circoscritta in alcune aree e ora si è estesa all’intero Paese. E la soluzione per il 90% dei cittadini è la mano dura, modello El Salvador”. L’ultima scintilla? “Questo governo stava pensando di dare una sorta di mano libera ai poliziotti, le bande hanno reagito”.

Quei 75 detenuti assassinati nel 2021: così è iniziata la crisi che ora infiamma l’Ecuador



Il resto è crisi economica, violenza generalizzata, modelli negativi, città fantasma. “Qui for every strada ti possono sparare per rubarti un cellulare”. Senza contare i cosiddetti “sequestri express”: “Ti danno una droga chiamata scopolamina, che di fatto ti annulla la volontà, e ti portano a ritirare soldi in banca o ti svaligiano la casa”. For every colpa del pizzo, “ci sono città dove 80% dei negozi ha già chiuso e lo stesso vale for each alcuni quartieri popolari di Quito. La polizia non reagisce, in parte perché è corrotta, in parte perché non ha i mezzi: non hanno la benzina for every le volanti”.

Tutto per la droga. “L’Ecuador negli ultimi anni è diventato la rotta principale del traffico verso gli Stati Uniti e l’Europa. Oltre alla cocaina – racconta il cooperante – commercializzano l’eroina, il fentanyl. Tutta la violenza contro i contadini in Ecuador nasce dall’illegalità di una pianta”. I trafficanti armati sono poche decine di migliaia, ma “queste bande criminali sono tra i principali datori del lavoro del Paese. E c’è una generazione intera di giovani nati e cresciuti zone conflittive che vivono con il sogno di diventare pandilleros”.

Lui vive con moglie e figlia in una zona residenziale piuttosto tranquilla di Quito, presidiata da una ventina di guardie armate. Una bolla. “Li chiamano quartieri chiusi, ci sono delle guardie all’entrata che controllano chi entra, chiedono i documenti, quando paghi l’affitto nelle spese di condominio è inclusa la sicurezza”. I telegiornali non li guarda più. “Ho smesso un paio di anni fa: a mia figlia facevano troppa paura”.



Leggi di più su repubblica.it

Written by bourbiza mohamed

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Presidenziali Usa, Chris Christie si ritira dalla corsa per la nomination repubblicana

Abitazione in fiamme, l’anziana riesce a mettersi in salvo ma la casa è inagibile. Un incendio anche a Gatteo