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Concorso scuola, la protesta dei precari di Bologna: pacchi davanti al Provveditorato. “Non è un regalo, solo 30 mila posti, ma noi siamo 200 mila. E dobbiamo pure pagare”

Concorso scuola, la protesta dei precari di Bologna: pacchi davanti al Provveditorato. “Non è un regalo, solo 30 mila posti, ma noi siamo 200 mila. E dobbiamo pure pagare”
Concorso scuola, la protesta dei precari di Bologna: pacchi davanti al Provveditorato. “Non è un regalo, solo 30 mila posti, ma noi siamo 200 mila. E dobbiamo pure pagare”

Pacchi all’ufficio scolastico in regalo for every protestare contro le modalità del concorso for every gli insegnanti, pieno di “sorprese” in negativo for every chi vuole partecipare. In occasione dell’ultimo giorno di iscrizione, a Bologna il Coordinamento precari della scuola determine di protestare così for each evidenziare i punti critici del meccanismo.

“Abbiamo avuto prima di Natale la notizia del bando dell’ennesimo concorso che non risolverà il problema dei precari, perché sono 200.000. E questo è l’ennesimo, fatto per ottenere i fondi del Pnrr, e riguarda circa 30.000 posti”, spiega Sandro Ciadariello, portavoce del coordinamento. Procedimento che peraltro suona arrive una beffa perchè, attaccano i precari, “richiede anche un costo aggiuntivo”.

Non solo infatti for every poter partecipare bisogna “prendere permessi non retribuiti”, ma poi in caso di vittoria bisogna anche “pagare 2.000 euro for every i corsi abilitanti da 30-36 crediti formativi”.

Questi sono i “regali che ci ha fatto il ministero per quanto riguarda i concorsi e noi siamo di qui a portare simbolicamente dei pacchi per portare le nostre ragioni”, spiega ancora Ciadariello. Sulle scatole, incartate di tutto punto occur dei veri regali natalizi, si leggono le proteste degli aspiranti insegnanti di ruolo contro la “brutta sorpresa” del concorso: c’è la confezione della bottiglia “che costa 2.000 euro”, “questo concorso non è un regalo”, o “stress precario” con tanto di nastro rosso.

“All’ultimo giorno del concorso, siamo qui a presentare le scatole delle cose che non ci piacciono”. La prima richiesta “è quella di avere dei giorni di ferie, visto che il precario deve chiedere il permesso retribuito e questo è tremendamente sbagliato”. E poi, che “chi ha già svolto diversi anni di servizio, cioè precari del lavoro da tre o più anni, possano accedere in modo preferenziale al ruolo”.



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Written by bourbiza mohamed

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