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La Squadra Mobile torna in via del Ciclamino, nuovo sopralluogo sul punto dell’omicidio di Pierina

La Squadra Mobile torna in via del Ciclamino, nuovo sopralluogo sul punto dell’omicidio di Pierina
La Squadra Mobile torna in via del Ciclamino, nuovo sopralluogo sul punto dell’omicidio di Pierina

Nuovo sopralluogo degli inquirenti della Squadra Mobile di Rimini, che dal 4 ottobre stanno indagando sull’omicidio di Pierina Paganelli, in via del Ciclamino. Gli investigatori, intorno alle 15, sono tornati sul luogo del delitto e si sono concentrati in maniera particolare nei garage dello stabile e nella tromba delle scale dove è stato ritrovato il corpo della 78enne. Massimo riserbo sugli accertamenti che arrivano dopo la nuova tornata di colloqui che hanno visto Manuela Bianchi, nuora della vittima, e l’amica Valeria  Bartolucci essere convocate in Questura dove per diverse ore hanno risposto alle domande degli inquirenti. E’ quindi probabile che, dopo i diversi sopralluoghi della Scientifica avvenuti subito dopo l’omicidio, lo spazio angusto tra le due porte antincendio dove Pierina ha trovato la morte uccisa con 29 coltellate possa ancora rivelare degli indizi per individuare l’assassino. Al vaglio della Mobile, secondo quanto emerso, ci sarebbero le modalità per entrare e uscire dal palazzo e che potrebbero essere state utilizzate dall’assassino.

Al termine dell’interrogatorio di Valeria Bartolucci iniziato venerdì e proseguito nella giornata di sabato, la polizia ha sequestrato altri abiti di Dassilva, quelli indossati il giorno dell’omicidio e che il senegalese, per errore o volontariamente, non aveva consegnato agli inquirenti subito dopo la scoperta del cadavere. Ci sarebbero, tra gli effetti personali sequestrati a Dassilva, anche un paio di scarpe da ginnastica. E’ evidente che la polizia sia alla ricerca di tracce di sangue sugli indumenti, mentre il nuovo sopralluogo di oggi potrebbe essere stato fatto per definire ancora una vola la dinamica dell’omicidio e la fuga dell’assassino. Intanto i figli di Pierina, mercoledì, andranno nuovamente in Procura, assistiti dagli avvocati Monica e Marco Lunedei, per portare a conoscenza degli inquirenti nuovi particolari degli ultimi mesi di vita della mamma, nel tentativo di agevolare e dare impulso alle indagini.

L’anziana ex infermiera, secondo quanto accertato, era tornata in via del Ciclamino poco dopo le 22 del 3 ottobre reduce da un incontro di preghiera coi Testimoni di Geova. Scesa nel garage per parcheggiare la propria auto, dopo aver richiuso la basculante del suo box si era avviata verso le porte tagliafuoco che davano sulle scale e l’ascensore. Sarebbe stato qui che il suo assassino avrebbe attirato la sua attenzione, come è emerso da un’audio captato da una telecamera di videosorveglianza, per poi infierire sul corpo della donna coi fendenti dandole solo il tempo di urlare per 7 volte prima di crollare esanime. Il corpo senza vita della 78enne era stato ritrovato solo la mattina dopo, intorno alle 8, dalla nuora Manuela Bianchi che in un primo tempo non aveva riconosciuto il cadavere della suocera sul quale il killer pare abbia tentato di inscenare un maldestro tentativo di violenza sessuale strappandole la gonna e manomettendo la sua biancheria intima. 

Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal vicequestore Dario Virgili e coordinate dal sostituto procuratore Daniele Paci, si sono concentrate fin da subito nell’ambito famigliare della vittima. Sotto la lente d’ingrandimento anche lo strano incidente che ha visto coinvolto uno dei figli della 78enne, Giuliano, ricoverato per 5 mesi in una clinica riminese e che sarebbe dovuto tornare a casa pochi giorni dopo il delitto. Particolare attenzione anche sulla moglie dell’uomo, Manuela Bianchi, e le sue relazioni con la coppia di vicini Louis Dassilva e Valeria Bartolucci con l’uomo di origini senegalesi ritenuto essere l’amante della Bianchi. Quarto personaggio del giallo il fratello di Manuela, Loris, che è stato al centro di una serie di messaggi audio inviati al cognato. Nel messaggio si fa riferimento a comportamenti e abitudini di Giuliano di parlare dietro le spalle con “sentenze e giudizi”. Al messaggio vocale, Giuliano, che in quei giorni era ancora ricoverato per le conseguenze di un inspiegabile incidente stradale, risponde dicendosi di fatto cambiato. A dare il via alla conversazione è il fratello di Manuela Bianchi che, oltre a invocare Geova e a citare le sacre scritture, attacca il cognato “colpevole” di “giudicare gli altri fratelli” ricordandogli che “chi giudica verrà giudicato”. Loris se la prende con Giuliano, dicendogli in faccia quello che pensa di lui, sembra con l’obiettivo di farlo migliorare invitandolo a riflettere “sugli errori commessi in passato”.

Le posizioni ruotano intorno a cosa stavano facendo nella serata del 3 ottobre, tra le 22 e le 23, quando Pierina Paganelli è stata uccisa con quasi 30 coltellate. Secondo quanto emerso Dassilva, anche lui residente nello stabile di via del Ciclamino, sarebbe rimasto a letto con la gamba dolorante dopo l’incidente in moto avvenuto un paio di giorni prima. Con lui c’era la moglie Valeria, che a un certo punto si sarebbe addormentata. Loris Bianchi, invece, sarebbe arrivato nel complesso residenziale nel tardo pomeriggio per incontrare la sorella fermandosi poi a cena nell’appartamento di lei insieme alla nipote. La ragazzina, contrariamente al solito, quella sera non aveva accompagnato la nonna all’incontro di preghiera dei Testimoni di Geova e insieme alla mamma e allo zio avrebbe assistito alla funzione in streaming. Sarebbe stato a questo punto che emergerebbero alcune incongruenze.

La ragazzina, infatti, in un primo tempo avrebbe raccontato agli investigatori che Loris aveva lasciato l’appartamento poco dopo le 22 quando in quel momento secondo le telecamere di videosorveglianza Pierina stava tornando a casa insieme a un’amica. Tutto ruoterebbe intorno alle foto che quella sera sono state scattate al fratello Loris mentre giocava con il cane nell’appartamento di Manuela. Gli scatti, fatti da Manuela e poi inviati al cellulare della figlia, risalirebbero alle 22.50 ed è per questo motivo che gli inquirenti hanno sequestrato lo smartphone alla ragazzina per analizzare l’ora reale delle immagini. Un particolare sula quel gli investigatori si stanno concentrando particolarmente.



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Written by bourbiza mohamed

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