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La siccità del Garda meta di «pellegrinaggi». Code di curiosi all’ex Isola dei conigli- Corriere.it


di Valerio Morabito

Nel fine settimana decine di persone, tra residenti e turisti, hanno affollato l’ormai ex isolotto di Manerba. Stesso discorso alla «spiaggia delle rocce» di Sirmione. Intanto, nonostante sia stato ridotto il deflusso da Salionze, il livello del bacino non si alza: anzi, si abbassa

Non è certo il tipo di turismo che gli operatori del settore si augurano. Anzi, sembra quasi una scena tratta dal film «Siccità» di Paolo Virzì, visibile in queste settimane su Amazon Prime. Il dramma siccità del Garda, ai suoi minimi storici nel periodo invernale , è diventato meta di pellegrinaggio da parte di molti bresciani e qualche turista fuori stagione. Nell’ultimo fine settimana decine di persone hanno percorso, in fila indiana (come sulla passerella di Christo sul lago d’Iseo), il lembo di terra che si è creato tra porto Torchio e l’ormai ex Isola di San Biagio (conosciuta dai più come Isola dei conigli) di Manerba. I livelli sempre più bassi del Benaco, stando ai dati di oggi del Consorzio del Mincio i centimetri sopra lo zero idrometrico sono 42,5 e l’anno scorso erano 107, stanno attirando curiosi che smartphone alla mano scattano qualche selfie.

Poi, complice l’emersione dei lastroni intorno all’ex Isola di San Biagio, diverse famiglie e comitive hanno affollato l’area intorno. Tutto ciò ha provocato le prime polemiche, tra chi ha chiesto di chiudere l’accesso all’ex isolotto. Sono le conseguenze della crisi idrica che si è abbattuta anche sul principale bacino d’acqua d’olce d’Italia. E la situazione non dovrebbe migliorare nelle prossime settimane, visto che non sono previste precipitazioni e la neve tra le montagne circostanti è davvero poca. Per questo motivo il Garda non sale, nonostante Aipo ha deciso da qualche giorno di ridurre il deflusso dalla diga di Salionze per provare a riempire il più possibile il Benaco in vista della stagione irrigua e della prossima estate. Al momento escono 9 metri cubi al secondo (e non più 14) dalla diga di Salionze, che servono a garantire esclusivamente il deflusso minimo vitale del Mincio (e tutelare la sua ittiofauna) e l’ossigenazione dei laghi di Mantova. Mentre l’afflusso dal fiume Sarca oggi è fermo ai 5 metri cubi al secondo.

Gli effetti della grande sete sul Garda sono ancora visibili, proprio come lo scorso agosto, anche nella zona di Punta Staffalo a Sirmione. Quella che è stata ribattezzata la «spiaggia di rocce», immortalata anche dallo spazio con le fotografie scattate dal satellite europeo Copernicus Sentinel 2, continua ad attirare curiosi. Seppur non come l’ex Isola di San Biagio a Manerba. In una situazione preoccupante, l’imperativo categorico tra i vari enti (dalla Comunità del Garda ad Aipo passando per i Consorzi del Mincio, Garda Chiese e Terre mantovane) è «risparmiare acqua». Un sacrificio chiesto in anticipo, rispetto al 2022, ai vari utilizzatori ma che serve per evitare il peggio. Del resto, se non dovesse piovere, potrebbero esserci gravi conseguenze per l’habitat del lago, ma anche per i cittadini della zona. Si, perchè tra Lombardia e Veneto ci sono 15 comuni che, non avendo fonti a monte, devono utilizzare l’acqua del Benaco per approvvigionamento idrico. Già nell’estate 2022 erano emerse difficoltà di pescaggio sia nella stazione di Manerba che in quella di San Felice del Benaco. Senza dimenticare le inevitabili ricadute sul settore turistico e agricolo, dunque sull’economia della zona.

20 febbraio 2023 (modifica il 20 febbraio 2023 | 12:50)



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Written by bourbiza mohamed

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