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L’allarme esondazione era da lanciare prima

Si è riunita per la seconda seduta la commissione speciale per l’alluvione a Cesena e il sindaco Enzo Lattuca ha ripercorso in aula quei giorni difficili da dimenticare parlando di un “fenomeno senza precedenti per quantità di pioggia caduta e vastità dell’area colpita, basti pensare all’esondazione di 23 fiumi e alla quantità enorme di frane che hanno falcidiato il territorio”.

“Il 15 maggio – ha detto il sindaco – abbiamo avuto la massima informazione dalla Regione che ci ha convocato mettendoci al corrente che gli esperti meteo prevedevano a partire dalla nottata e per le 48 ore seguenti piogge molto intense, è stata emessa una allerta meteo rossa ed abbiamo adottato una ordinanza di chiusura delle scuole”.

Per capire la portata dell’emergenza “Il Coc si è riunito 17 volte, dopo la mezzanotte tra il 15 e il 16 maggio ha iniziato a cadere la pioggia, e il torrente Borello ha avuto le prime esondazioni a mezzogiorno”. In realtà, come ha sottolineato in seguito il consigliere della Lega Fabio Biguzzi, il torrente a Borello ha iniziato ad esondare già alle 10:30 del mattino. Alle 13 la riunione online con la Prefettura che ha informato della probabile esondazione del Savio, come poi è accaduto alle 15:30 di quel maledetto 16 maggio.

Sul versante dell’assistenza alla popolazione il sindaco è tornato a quelle ore: “Non tenevano le linee telefoniche di nessun ente per l’intensità di ciò che è avvenuto, sono state gestite oltre 1600 segnalazioni”.

Poi il 17 maggio la ripresa potente della pioggia “tanto che siamo rientrati alle tre di notte in Comune rimanendoci fino alle sei di mattina. Gli altri corsi di acqua minori hanno avuto esondazioni circoscritte come il Pisciatello a Case Castagnoli e Macerone e il Rio Marano nella zona di Ponte Abbadesse, è stata scongiurata una seconda esondazione del fiume Savio”.

Enrico Castagnoli, consigliere di Cambiamo, ha posto l’attenzione su un “piano di protezione civile risalente al 2017. L’esondazione del 2019 poteva essere un campanello d’allarme in prospettiva del cambiamento climatico, era stata una emergenza grande anche se non grandissima come quella di quest’anno”.

Ha risposto il sindaco: “Tendenzialmente questi piani vengono aggiornati alla luce degli elementi nuovi come ad esempio l’evento che è accaduto. Ma non credo ci sarà un profondo aggiornamento delle aree a rischio esondazione, diverso il discorso per le frane che ci sono state praticamente ovunque. In ogni caso non sono documenti che si aggiornano ogni anno”.

Secondo Castagnoli “oltre alla chiusura delle scuole sarebbe stato doveroso disporre l’evacuazione della popolazione in alcune zone”. Una osservazione che non ha convinto affatto Lattuca che ha detto: “già la chiusura delle scuole sembrava a molti un provvedimento abnorme, alcuni abbiamo dovuto convincerli. Non si potevano certo evacuare migliaia di persone sulla base di una semplice allerta rossa, nessuno ha consigliato questo perché nessuno ha ritenuto opportuno farlo. Siamo stati la prima città a subire l’esondazione del fiume, questo ha impedito una evacuazione che necessita di almeno 24 ore di anticipo per poter adottare un provvedimento specifico”.

Fabio Biguzzi, consigliere della Lega e residente a Borello, ha invece posto l’accento su un fatto: “L’allarme esondazione poteva essere dato prima perché anche se non pioveva in città, in collina e in montagna stava piovendo molto ed era ovvio che il problema si sarebbe riversato a valle. Come abbiamo visto, alle 10:35 aveva già esondato il torrente Borello. Inoltre per quanto riguarda l’allarme c’è gente che il megafono non l’ha sentito affatto, non tutti seguono i social o hanno gli smartphone a portata di mano. Forse c’era a disposizione del tempo per limitare i danni, una serie di cose non tornano, gli errori sono umani, speriamo si possano correggere per il futuro”.

Il sindaco Lattuca ha sottolineato che già dal giorno precedente “l’allerta meteo rossa era stata accompagnata da una serie di raccomandazioni da adottare entro la serata di lunedì come non accedere ai piani interrati e restare ai piani alti. Dobbiamo prepararci a fare di più, non in tutte le strade la comunicazione dell’allarme esondazione è arrivata, dobbiamo fare di più per potenziare la capillarità del messaggio, rafforzare gli strumenti di avviso per salvare le persone”, ha concluso.



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Written by bourbiza mohamed

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