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Affitti di lusso a Milano, la formula di Nativo piace ai ricchi stranieri- Corriere.it


di Alessandra Troncana

La piattaforma, lanciata nel 2020 dai franciacortini Sara Lini e Adriano Frigoli, offre agli ospiti una trentina di immobili nel centro di Milano.

I clienti arrivano da lontano, dormono in appartamenti di ispirazione brutalista o in mausolei edonistici arredati con il cactus di Gufram e le perversioni di Lachapelle, pretendono il lusso e il vizio: su richiesta, il concierge prenota loro l’autista, il personal trainer e i biglietti di ritorno in prima classe. Real estate porn: i ricchi, ricchissimi, di più, affittano posti esclusivi su Nativo.

La piattaforma, lanciata nel 2020 dai franciacortini Sara Lini e Adriano Frigoli, offre agli ospiti – gente di un certo profilo: dai manager di Moncler alle celebrità – una trentina di immobili nel centro di Milano. «Abbiamo iniziato dopo l’università, affittando il nostro appartamento di Madrid. Nel giro di qualche anno, la start up si è evoluta: siamo tornati in Italia e ci siamo convertiti a un mercato di nicchia», spiegano. Prima del Covid, i soggiorni erano soprattutto turistici: qualche giorno o settimana. Ora, sono diventati mensili.

Il tasso di occupazione degli appartamenti è del 95%: non passano mai più di quindici giorni tra il momento in cui vengono inseriti nella collezione e quello in cui vengono prenotati. I proprietari vengono esentati da ogni rogna burocratica, comunicativa e finanziaria, e guadagnano il 40% in più rispetto al classico affitto 4+4: di solito, la rendita di un immobile di lusso meneghino corrisponde al 3-4% lordo. Con Nativo, al netto dei costi di gestione, sale al 4,2-5,6 per cento.

La selezione all’ingresso è intransigente, da una parte e dall’alta: solo il 3% delle case viene ammessa nella piattaforma. E gli affittuari devono esibire busta paga, estratto conto e buone maniere. «Vogliamo che trattino la casa come la fosse loro», specifica la giovanissima coppia (lei è del 1993, lui del 1991). Qualche macchia sul tappeto capita, ma di rado: «Ogni settimana, il nostro team si occupa delle pulizie generali. Rimediamo a tutto». E il property manager soddisfa qualsiasi capriccio del cliente. Il mercato è in crescita: a quanto dicono, Brexit e flat tax hanno portato a Milano moltissimi affittuari benestanti. Il 70% è straniero: moltissimi londinesi (circa il 40% del totale) e tanti americani, sudamericani, francesi e canadesi. La società ha chiuso il 2022 con un fatturato di 400 mila euro: l’utile è il 15 per cento. L’obiettivo è diventare il punto di riferimento nel real estate milanese. E non si esclude l’invasione delle capitali internazionali.

22 febbraio 2023 (modifica il 22 febbraio 2023 | 07:29)



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Written by bourbiza mohamed

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