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il più atteso in provincia- Corriere.it


di Nicole Orlando

Il carnevale più famoso della provincia di Brescia animato da maschèr, balarì e tantissimi giovani

Il rumore degli zoccoli inizia poco dopo l’alba e finisce a tarda sera, accompagnato dal suono dei corni e delle fisarmoniche nascoste. Lo spettacolo inizia in qualsiasi momento: nei cortili, in piazza o davanti ai portoni delle case. Il carnevale di Bagolino ha un suo codice e una sua lingua. All’ingresso del paese un vecchio «maschèr» seduto su una panchina accoglie i visitatori con un cartello eloquente: «Dopo tri agn de pasiù forse stäolta el fom dabù». L’ultimo carnevale risale al 2019, nel 2020 fu tra i primi eventi cancellati dal Covid. Stavolta la festa c’è davvero. E con uno spettacolo doppio: lo storico gruppo di circa 120 danzatori (i «balarì») si è diviso per divergenze nell’organizzazione dell’evento. Negli ultimi giorni del carnevale le vie del paese valsabbino si riempiono al ritmo dei canti popolari, i preparativi per queste poche giornate di festa durano settimane.

Ha 500 anni ma a colpo d’occhio si presenta come il carnevale dei giovani: decine di ragazzini si muovono per le vie del borgo, ragazze con gli zoccoli chiodati (gli «sgalber») raggiungono il gruppo giusto in tempo per la prima danza accompagnata dal suono delle chitarre, dei mandolini, delle viole e dei contrabbassi. Poi la musica finisce: il gruppo si sposta altrove, accompagnato dalla processione di spettatori. Da un garage escono vassoi di castagnole e bicchieri di vino. La festa è di tutti: danzatori, musicisti e spettatori. I bambini girano con cesti colmi di coriandoli, a fine giornata il paese è avvolto in un tappeto colorato. I «mascher» della tradizione contadina si muovono nel chiasso con la voce contraffatta e il passo zoppicante prendendosi gioco dei passanti.

I «balarì» con i nastri colorati e i gioielli in oro appuntati sul cappello sembrano fermare il tempo sulle maschere senza espressione. Istantanee di un rituale ritrovato e di nuovo condiviso: il carnevale è di Bagolino e della valle che lo circonda. Una tradizione che resiste, pressoché immutata, al tempo, alla pandemia, alle liti e alle ordinanze emesse nel corso degli anni per limitare l’abuso di alcol e i problemi annessi. E quel cerimoniale secolare, non al servizio del consumo ma rivolto all’intera comunità, sembra al sicuro anche a giudicare dai molti bambini che partecipano alla festa.

22 febbraio 2023 (modifica il 22 febbraio 2023 | 14:32)



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Written by bourbiza mohamed

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