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commessi errori, ma siamo virtuosi»- Corriere.it


di Luca Bertelli

Il dg difende presidente e club: «Contestazione oltre la civiltà, non siamo degli scappati di casa. Azerion ha manifestato interesse, ma si aspetterà la fine del campionato. Io ho consigliato a Cellino di vendere, cosa resta a fare? Ma prima dobbiamo salvarci».

Luigi Micheli, direttore generale e consigliere d’amministrazione del club, non aveva mai rilasciato conferenze stampa dall’estate 2020, quando fu convinto a divenire «l’uomo dei conti» del club in piena pandemia Covid. Nella giostra presidenziale, dove tanti arrivano e tantissimi sono fatti scendere, lui è rimasto al suo posto. Anche per questo, ieri, ha deciso di mettere la faccia e la voce in difesa del club. Lo ha fatto nella settimana più calda nella storia recente del Brescia, penultimo e a rischio Serie C, contestato dalla piazza e reduce dall’ennesima virata che ha portato al quarto allenatore (Daniele Gastaldello, il cui vice è Mario Bortolazzi, ieri ha fatto le prime prove tattiche per la gara di sabato con il Bari: si ripartirà dal 4-3-1-2 con Ndoj di nuovo mezzala, in rampa di lancio Olzer e Pace oltre al rientrante Rodriguez) in cinque settimane.

La lunga (e franca) conferenza stampa è partita dalla denuncia di un fatto di cronaca: «C’è una contestazione che ha superato la civiltà: una cosa sono gli slogan o gli striscioni, ma qui si sta andando oltre. Sono state lanciate delle uova contro le vetrate degli uffici, dove c’erano i nostri dipendenti a lavorare. E in questo club c’è chi lavora 14 ore al giorno per il Brescia: ci accusano di essere degli scappati di casa, ma non lo siamo», questo il preambolo per poi arrivare al clou. «Venerdì scorso, fatto gravissimo, si è cercato di aggredire fisicamente — ha detto — il presidente Cellino all’uscita del centro sportivo. Alcune persone avevano anche delle cinghie. Questo non è tollerabile. Incide — e qui l’affondo si è spostato alla stampa — anche una campagna denigratoria nei confronti del presidente che va avanti da tempo». Poi l’appunto sulla gestione economica del Brescia: «La società è un modello virtuoso per merito della proprietà: non ha debiti, non ha conti scoperti. Leggo critiche sui social che non esistono, gli errori sono stati fatti altrimenti non saremmo penultimi. Ma non riguardano la gestione economica. La situazione sportiva non è positiva e lo sappiamo, tutti lavorano per non retrocedere: è la proprietà in primis ad avere danni se si scende in C, il club varrebbe un decimo rispetto ad ora. Gli utili non sono mai stati distribuiti, sono stati sempre usati a patrimonio della società: il dottor Midolo (nominato dal tribunale e ancora nel Cda, almeno fino alla prossima settimana, ndr) ha potuto verificare le condizioni aziendali della società».

Altri due sassolini sono stati levati dalla scarpa e hanno riguardato la precedente gestione e il Comune. Il primo: «Quando Cellino ha acquisito la società, è emerso un debito di 7 milioni nei confronti dell’Erario che non era a bilancio ed è stato rateizzato. L’acquisto del centro sportivo è stato fatto dall’Eleonora Immobiliare e non dal club, perché c’era paura di trovare nel Brescia altre cose che avrebbero portato a una situazione pre fallimentare. La sua intenzione era di metterlo a bilancio della società e non l’ha ancora mantenuta, ma non è indispensabile». Il secondo: «Quando sono arrivato, ho chiesto a Cellino perché avesse stipulato una convenzione capestro con il Comune. Ci accolliamo spese ordinarie e straordinarie per il Rigamonti, paghiamo anche i vigili…».

Sulle questioni tecniche, Micheli ha dribblato le domande: «Non sono di mia competenza. Dovete chiedere a Perinetti perché non è arrivata la punta — ha sottolineato — ma al presidente, nella sua idea di calcio, questa squadra andava bene così. Non è sadico. Inoltre Moreo, così come fu per Torregrossa (Micheli specifica che fu ceduto a 5 milioni, e non a sette, alla Samp, ndr), è stato venduto a gennaio per una cifra inferiore rispetto a quella offerta in estate: il giocatore voleva andare via, il Pisa offriva di più». Altri due temi caldi: i possibili acquirenti per la società e le dimissioni dei consiglieri bresciani dal Cda.

«Mi risulta che Azerion abbia manifestato interesse ad acquisire il club — ha aggiunto — ma è normale ora aspettare la fine del campionato. Io al presidente ho consigliato di vendere, cosa ci sta a fare qua? Certo, se si scende in Serie C, è già tanto trovare uno che ti paghi i debiti…». Sul passo indietro di Giampiero Rampinelli Rota e Aldo Ghirardi, si è espresso così: «Ritengo si siano dimessi per il clima creato, da bresciani si sono trovati in difficoltà: non penso incidano le decisioni del presidente. Le loro dimissioni andranno comunque ratificate nel Cda della prossima settimana». En passant, un affondo sulla Reggina dopo la tumultuosa assemblea di lega: «Da marzo non sta pagando l’Irpef, ma solo gli stipendi. Secondo noi e altre società va esclusa dal campionato». La volata salvezza riparte (anche) da qui.

22 febbraio 2023 (modifica il 22 febbraio 2023 | 20:40)



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Written by bourbiza mohamed

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