in

Trump, nuove accuse: “Chiese allo staff di cancellare video di sorveglianza”

I procuratori federali di Washington hanno aggiunto un’altra incriminazione nei confronti di Donald Trump: nella gestione dei documenti riservati custoditi nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, il tycoon ordinò al personale di cancellare le registrazioni delle telecamere di sicurezza. Il nuovo caso è emerso dall’iscrizione tra gli indagati di Carlos De Oliveira, uno degli addetti alla manutenzione del resort. Lo sviluppo dell’inchiesta ha aggiunto tre reati a carico di Trump: “alterazione, mutilazione e cancellazione di prove” attraverso altri.

Per uno che ha sempre dichiarato di “non aver commesso niente di male” un altro duro colpo. Cosa voleva nascondere? Forse il via vai dei faldoni? Forse il fatto che molti dei documenti presidenziali erano stati lasciati incustoditi in una delle sale destinate a feste di battesimo e matrimonio? È il trentaduesimo capo d’accusa per Trump nel filone Mar-a-Lago. De Oliveira era seguito da mesi, da quando i procuratori federali si erano insospettiti per una serie di strani contatti tra lui e Yuscil Taveras, esperto di tecnologia a Mar-a-Lago.

A fine giugno dell’anno scorso De Oliveira era andato da Taveras e gli aveva detto che il “boss” voleva la cancellazione del server che controllava la gestione delle immagini del servizio di telecamere interne. “Cosa facciamo?”, aveva commentato De Oliveira quando il tecnico gli aveva spiegato che non fosse possibile e neanche legale. La nuova incriminazione arriva poche ore dopo il summit tra i legali del tycoon e i procuratori federali guidati da Jack Smith, gli stessi che hanno portato un mese fa all’incriminazione, sempre in Florida, di Trump, e di un suo aiutante, Walt Nauta, per il trasferimento illegale di almeno trentuno documenti riservati, tra le centinaia, trafugati dalla Casa Bianca al momento di lasciare l’incarico. I media americani avevano fatto circolare la notizia che i procuratori avessero informato i legali dell’imminente sviluppo dell’inchiesta. Trump si è difeso sul suo social, Truth, sostenendo che la notizia era totalmente infondata. “I miei legali – aveva scritto – hanno spiegato in un fruttuoso summit che non ho commesso niente di sbagliato e che una mia incriminazione avrebbe distrutto ulteriormente il nostro Paese”. “Non dovete credere alle Fake News”, aveva aggiunto.



Leggi di più su repubblica.it

Written by bourbiza mohamed

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cosa è successo oggi 27 luglio: la cronaca della giornata

Eventi 27 luglio a Bologna e dintorni: Truppi e le “Infinite possibilità per esseri finiti” al Cubo Live