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«Una straordinaria curiosità. Ho imparato tanto dalle nostre chiacchierate»- Corriere.it


di Fabio Paravisi

Il sindaco di Bergamo stato a lungo dirigente di Mediaset e aveva conosciuto il conduttore all’inizio della propria carriera

Lui era ventiseienne precario, l’altro era da decenni una star della televisione italiana. Ma Giorgio Gori e Maurizio Costanzo erano subito diventati amici in quei lontani giorni a met degli anni Ottanta, un’amicizia durata tanti anni. E forse non un caso se l’ultima volta che si sono visti erano davanti alle telecamere che inquadravano il salotto di Costanzo al teatro Parioli.

Siamo arrivati insieme a quella che all’epoca era Fininvest e che aveva acquistato da Mondadori Retequattro, in cui lavoravamo entrambi insieme anche se ovviamente in ruoli diversi, visto che lui era una star e io ero un precario – racconta il sindaco di Bergamo, che nella sua vita precedente stato a lungo direttore delle reti Mediaset oltre che produttore televisivo in proprio -. Maurizio sempre stato da subito molto affettuoso e prodigo di consigli: ero inesperto e mi era stato di grande aiuto. Ho cominciato a conoscerlo bene quando ho iniziato a lavorare al coordinamento palinsesti per poi diventarne il capo nel 1989, e quindi ero referente di Maurizio. Cosa che ho continuato ad essere quando, con la nascita delle direzioni di rete, divenni direttore di Canale 5.

Una conoscenza molto intima anche dal punto di vista umano, oltre che professionale.
Ci siamo frequentati molti, andavo ogni settimana a Roma e ogni volta trascorrevo almeno un’ora con lui a chiacchierare nel suo studio delle cose pi diverse. cos che siamo diventati amici, tanto che poi quando ho sposato Cristina (Parodi, ndr) Maurizio stato mio testimone di nozze. Questo dice dell’intimit del rapporto che avevamo e che abbiamo mantenuto intatto per tutta la vita. Ho conosciuto le persone con cui ha sviluppato rapporti profondi. Poco la prima moglie Flaminia Morandi, meglio Marta Flavi e pi di tutti ovviamente Maria De Filippi con la quale ho lavorato e con la quale ho un rapporto di amicizia. Con gli anni l’ho visto diventare una persona molto affettuosa e tenera, cosa che forse non era scontato per uno che ha avuto la sua vita. Era capace di molti sentimenti.

Quali erano le principali doti umane e professionali di Costanzo?

Una straordinaria curiosit umana verso qualunque cosa e qualunque persona, senza mai esprimere un senso di superiorit anche verso le persone pi semplici. Ha trascorso la vita a fare domande, e questo era il suo atteggiamento nei confronti del mondo.

stato anche a suo fianco nei giorni della discesa in politica di Silvio Berlusconi.

stato molto di aiuto in quello che stato il periodo nel mio periodo pi complicato dal punto di vista professionale. Abbiamo vissuto qualche mese complesso nell’imminenza delle elezioni del 1994, con Berlusconi che si aspettava che ci fosse un concorso da parte di tutti, dalle star ai dirigenti. Io, Maurizio e Mentana, lavorando tutti e tre a Canale 5, cercammo di mantenere in equilibrio l’orientamento politico della rete, per fare in modo che non diventasse uno strumento di propaganda. Cosa non semplicissima da gestire nel rapporto dell’editore e il fatto di avere dalla mia parte personaggi come loro mi aiut a mantenere la posizione.

Di cosa parlavate?

Chi lavora in televisione ha un rapporto con il mondo, perch si dialoga con il pubblico. Conoscere la gente il presupposto principale per fare bene quel lavoro. Con Maurizio si ragionava di tutto dall’attualit al modo di riuscire a sopravvivere in quel mondo. Lui collezionava tartarughe di ogni tipo come portafortuna, e l’ultima volta me ne sono portata a casa una. Dopo il Covid mi invit a un Costanzo Show, stata forse l’ultima volta ci siamo visti.

Si pu dire che sia morto in scena.

Non pensava minimamente alla possibilit di smettere di lavorare. una cosa che ho notato in molte persone dello spettacolo, da Mike Bongiorno a Corrado a Vianello: non ci si immagina a casa in pantofole a guardare la televisione ma fino all’ultimo ci si sente la forza e la capacit di farlo da protagonista. Questo contribuisce a rendere queste persone molto longeve dal punto di vista della capacit intellettuale. stato sveglio e reattivo fino all’ultimo

Raccontava di essere sempre molto nervoso prima di andare in scena.
S ma lo superava con uno straordinario mestiere. Per tanto tempo ha avuto un coautore come Alberto Silvestri che stato decisivo per la sua formazione professionale. La perdita di Alberto stato un colpo durissimo, non credo lo abbia resto pi insicuro ma quando lui era in quinta era sicuramente pi tranquillo

In carriera ha avuto degli inciampi come la P2 o la direzione del quotidiano L’Occhio. Ne parlava mai?

Facevano parte di un periodo precedente che per lui era motivo di sofferenza ma non abbiamo mai avuto occasione di parlarne nel dettaglio. Erano cose del passato che aveva cercato di mettersi alle spalle

stato anche un grande talent scout.
L’elenco dei personaggi che ha scoperto e valorizzati infinito
, tante persone debbono a lui la loro fortuna professionale. Credo che alla fine la sua pi grande scommessa vincente sia stata Maria. Era un’assistente e lui riusc a leggerla come persona, tanto da farne sua moglie, che come professionista, cosa che non era scontata: fino al giorno prima non aveva mai fatto un minuto di televisione ma diventato uno dei personaggio pi forte e amato della tv degli ultimi decenni. Con lui si chiude un importante capitolo della nostra televisione, com’era successo con altri personaggi di quel livello. Posso solo considerarmi fortunato per averli potuti conoscere cos da vicino.

24 febbraio 2023 (modifica il 24 febbraio 2023 | 16:49)



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Written by bourbiza mohamed

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