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Bologna, tassa sul turismo: «tesoretto» record. Ora pressing sugli altri Comuni


Il turismo ha ripreso ufficialmente la sua corsa dopo i difficili anni della pandemia e il Comune adesso può contare su un «tesoretto» di 10,7 milioni di euro grazie alla tassa di soggiorno, superando anche la cifra incassata nel 2019, nell’era pre Covid, quando il gettito dalla tassa arrivò a 10,5 milioni.


Un tesoretto da reinvestire

Oltre a reinvestire queste risorse sulla promozione turistica, sui servizi per chi arriva in città e sulla riqualificazione dei beni culturali, l’amministrazione, con le risorse in più entrate l’anno scorso, intensificherà il sostegno per gli eventi sportivi, non solo quelli di grande richiamo, ma anche quelli minori. E adesso l’obiettivo di Palazzo d’Accursio è che anche i Comuni della Metropoli, compresi quelli piccolissimi ma con una vocazione turistica o con strutture ricettive di riferimento in periodi «caldi» come quelli delle fiere, per esempio, inizino a introdurre l’imposta per poter contare, seppur in misura minore, su un piccolo gettito che possa essere reinvestito proprio nella promozione del loro territorio. «Il dato record del gettito 2022 dalla tassa di soggiorno, il più alto da quando fu introdotta l’imposta nel 2012 — spiega Mattia Santori, consigliere comunale dem con delega al turismo — certifica la ripresa del turismo che già si era vista con il tasso di riempimento degli alberghi». Mesi record: aprile (con un incasso di 1,2 milioni), luglio (1,3 milioni), ottobre (1,3 milioni). Ma anche settembre, il mese della Coppa Davis sotto le Due Torri, ha visto un incasso di 1 milione e 32mila euro dalla tassa di soggiorno. Il segno, per Santori, della «destagionalizzazione del turismo» in città. Al netto di luglio, periodo prettamente vacanziero, a trainare ad aprile sono stati il Cosmoprof e la Formula 1, mentre a ottobre il turismo ha avuto un boom grazie a eventi, congressi, trasferte professionali.

La pressione sugli altri Comuni

«Dopo i difficili mesi invernali — spiega Santori — la ripresa vera e propria del turismo c’è stata con la Formula 1 ad aprile: quella è stata un’iniezione di fiducia». Da quel momento il turismo è decollato. E ha prodotto ricchezza. Una parte della quale, spiega il consigliere del Pd, «sarà utilizzata anche per gestire eventi sportivi locali e territoriali, visto che lo sport negli anni della pandemia non ha ricevuto alcun finanziamento diretto». Ora Palazzo d’Accursio «spinge» perché anche i Comuni della Città metropolitana introducano la tassa di soggiorno. «L’imposta — spiega Santori — adesso serve per ridistribuire ricchezza anche sul territorio metropolitano, ma se anche gli altri Comuni introducessero l’imposta potrebbero in parte sostenersi con le cifre incassate dai turisti». Circa dieci Comuni (su un totale di 54, Bologna esclusa) sono già partiti, tra cui Alto Reno Terme, Imola, Pieve di Cento, mentre Castelmaggiore e San Lazzaro l’hanno introdotta da quest’anno. Palazzo d’Accursio spera che il numero cresca sempre di più. «Ce ne sono una dozzina — spiega Santori — interessati a introdurla, il che, secondo una stima, porterebbe a un gettito locale di circa 380mila euro. Un ente locale che può destinare più soldi al consolidamento del turismo è un ente locale più forte e che fa più progettualità». Il che non toglierà comunque l’aiuto economico che continuerà ad arrivare sul territorio metropolitano dalle risorse raccolte in città attraverso l’imposta di soggiorno.

Il nodo Airbnb

Quanto alle strutture, il 70% dell’imposta nel 2022 è arrivata dal settore alberghiero; il resto dal settore extra alberghiero, dove Airbnb è letteralmente raddoppiato nell’arco di un anno: dai 500 mila euro incassati nel 2021 si è volati a 1,2 milioni incassati dalla tassa di soggiorno nel 2022. Ma su Airbnb il Comune, come aveva promesso, affronterà presto il tema della regolamentazione, all’interno del nodo (spinoso) dell’emergenza abitativa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

22 gennaio 2023 (modifica il 22 gennaio 2023 | 20:12)

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Written by bourbiza mohamed

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