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«Accogliete chi non vuole uccidere »- Corriere.it


di Pietro Gorlani

Al San Barnaba al termine della marcia della Pace a cui hanno partecipato 1500 persone Kateryna Lanko, la russa Darya Berg e la bielorussa Olga Karach sono unite da un solo sogno: fare cessare le armi

«Give Peace a change». Il titolo della bellissima canzone dei Beatles campeggia sullo striscione sotto il palco di un auditorium San Barnaba gremito. Sono una parte dei 1500 partecipanti alla marcia della Pace organizzata dalla rete di associazioni Europe for Peace (che riunisce una cinquantina di associazioni), partita alle 16 da Largo Formentone e terminata all’auditorium comunale con l’emozionante testimonianza di tre giovani pacifiste: l’ucraina Kateryna Lanko, la russa Darya Berg e la bielorussa Olga Karach. Il presidente del Movimento Nonviolento Mao Valpiana, che le ha portate anche in udienza da Papa Francesco
sottolinea quanto sia importante il loro messaggio: chiedono all’Europa e all’Italia di accogliere i «disertori» coloro che si rifiutano di imbracciare un fucile per uccidere un altro uomo. La pace inizia così: dando una possibilità a chi rifiuta la guerra. E l’altro appello è per l’Onu, affinché si muova davvero alla ricerca della Pace.

L’ucraina Kateryna Lanko

«Io ritengo che sia assurdo che delle persone debbano andare in prigione perché ritengono che non sia corretto ammazzare dei propri simili» esordisce Lanko che fa un ragionamento tanto banale quanto spiazzante: «Nei periodi di pace normalmente se uccidi qualcuno vai in prigione, mentre in periodo di guerra il nostro parlamento ci viene a dire che se non uccidiamo qualcuno andiamo in prigione».

Darya Berg: non è vero che la maggioranza dei russi è con Putin

Molti pensano che in Russia la maggioranza supporti Putin ) Non è vero (It’s no true). Dall’inizio del conflitto già 20mila persone sono state arrestate perché hanno manifestato la loro contrarietà alla guerra» aggiunge Darya Berg

Olga Karach:

«Un anno fa abbiamo iniziato la campagna sotto il titolo “no significa no”, uno slogan molto femminista: io sono una femminista ma per la prima volta nella mia vita sto combattendo per i diritti degli uomini bielorussi di non partecipare alla guerra» dice Olga Karach che ricorda: il regime di Lukaschenko mi denomina terrorista e il mio nome è nell’elenco del Kgb». E avverte: il dittatore amico di Putin sta preparando un’invasione dell’Ucraina.

Sarà la vicesindaco e assessore alla Cultura Laura Castelletti, visibilmente emozionata a ringraziarle, a nome della città. Una città dove il movimento pacifista è forte tanto quanto la solidarietà di cui sono capaci i bresciani (su www.nonviolenti.org la possibilità si sostenere le iniziative del Movimento Nonviolento).

26 febbraio 2023 (modifica il 26 febbraio 2023 | 22:08)



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Written by bourbiza mohamed

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