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Atalanta sottotono, il Milan vince 2-0. Quarta sconfitta in 5 gare per i nerazzurri- Corriere.it


di Marina Belotti

I rossoneri dominano a San Siro, Atalanta staccata di 6 punti in classifica. Gasperini: «Mi aspetto di più»

Dal campionato 2004/2005, non era mai più successo che l’Atalanta chiudesse la prima frazione di un match senza effettuare conclusioni. Peccato che poi, anche nella ripresa, Maignan non debba muovere un dito nei guantoni, portando la magra statistica a oltre vent’anni fa. La squadra di mister Gian Piero Gasperini esce da San Siro sconfitta 2-0 senza aver mai tirato in porta e aver detto la sua sul piano tecnico, sottotono e lenta, dominata ma anche ridimensionata nelle sue aspirazioni europee. È la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare.

Se una settimana fa aveva perso il confronto con il Lecce dopo 14 occasioni da gol mal sfruttate e due tiri in rete dei nemici mal parati, la sconfitta di ieri al Meazza è ancora più allarmante: fin dal 1’ l’Atalanta non si esprime in attacco, è bloccata sulle fasce, e anzi Musso e la difesa devono fare gli straordinari per evitare un tabellino più largo e impietoso.

In campo, a sorpresa, il tecnico sceglie di nuovo di non schierare la linea a tre con Boga, preferendogli Ederson, ma non sulla trequarti, bensì in un 3-5-2 che ingolfa il centrocampo, abbassa il baricentro e rende l’Atalanta troppo bilanciata e attendista. Dalla mediana, seppur affollata tra de Roon che soffre Krunic e Koopmeiners ed Ederson che si sovrappongono spesso in maniera confusa, non arrivano verticalizzazioni veloci ed efficaci. La squadra è lenta, arriva sempre in ritardo rispetto ai rossoneri che invece, come previsione della vigilia, fanno della velocità la loro arma migliore, vedasi gli affondi di Leao e Theo Hernandez. Ma anche dalla mezzora, quando il Gasp passa al 3-4-3, Koopmeiners-Højlund-Lookman, le cose non vanno meglio, e tutte le energie e le corse a vuoto servono solo a contenere le 7 palle gol rossonere, che Giroud, Leao e Diaz divorano, nell’area opposta.

Nel primo tempo, il Milan domina in lungo e in largo, i bergamaschi vengono schiacciati dagli uno contro uno, che non riescono a vincere: Thiaw imprigiona Højlund, che per gli sforzi di liberarsi verso fine gara non aggancia più palloni, Lookman è inesistente, e Gasperini dubita che ripeterà il rullino di marcia dell’andata, sulla destra Zappacosta latita (Hernandez e Leao sono due fulmini) e la mancanza di Hateboer inizia a pesare (due assenze dal 1’, due sconfitte).

Nella ripresa la squadra si slega e pasticcia, sbagliando anche i fondamentali, come i passaggi da un fronte all’altro del campo, frutto di un’imprecisione corale. A tratti sembra che le manchi la condizione, è costantemente in ritardo, sicuramente la qualità, indietro sul piano tecnico dove invece eccelle il Milan, ma anche un po’ di entusiasmo, di fame e voglia di portare a casa almeno un pareggio. Senza corsa e qualità, l’Atalanta diventa prevedibile agli occhi di Pioli, che la sfiata e la ingabbia rendendola irriconoscibile. Nella ripresa il baricentro si alza, ma i tiri in porta non arrivano neanche in questo caso e dopo lo sfortunato autogol di schiena di Musso, subisce anche il contropiede di Messias. Nemmeno chi subentra aiuta, Muriel compreso, «Mi aspetto di più da altri», sentenzia il Gasp. Demotivata e ferma, senza tecnica, corsa e palle gol, la squadra non si schioda da quota 41 punti, la comfort zone della salvezza, e fa scappare il Milan dall’Inter, a 47. Con il Bologna a -6 che inizia a farsi sentire e un’Udinese che sabato la attende al varco.

27 febbraio 2023 (modifica il 27 febbraio 2023 | 09:52)



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Written by bourbiza mohamed

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