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Primarie Pd, Gori resta (per ora). Le contraddizioni nella corsa al voto in città- Corriere.it


di Simone Bianco

A Bergamo si voter nel 2024. La vittoria di Elly Schlein complica le variabili per la scelta del prossimo candidato sindaco di centrosinistra

Per il centrosinistra di Bergamo la mappa si complica. Il 60% di Elly Schlein — che poi in citt il 64% — va incrociato con le altre variabili per capire come gestire le prossime partite, in particolare quella delle Comunali 2024. C’ un’intera classe dirigente locale che si ritrova sconfitta, in minoranza. Per primo Giorgio Gori, tornato a esporsi nella partita interna al Pd per sostenere Stefano Bonaccini.

Il sindaco, forse anche consigliato da passate esperienze, ha tenuto a freno Twitter nelle ore in cui la vittoria della Schlein si materializzata. Poi, nella mattina di ieri, ha scelto di parlare solo in diretta tv su La7, a Omnibus, dove ha analizzato le ragioni del risultato delle primarie: Ha vinto Elly, credo, perch risultata pi nuova, ha saputo coinvolgere giovani e donne e questo un suo merito. E ha allontanato — per ora — l’ipotesi di lasciare il Pd, adombrata qualche mese fa: Se Elly Schlein terr la posizione che Enrico Letta con grande determinazione ha tenuto sul tema della guerra in Ucraina, quello sar certamente il mio partito.

Gori avrebbe avuto con Bonaccini segretario un ruolo centrale che con la Schlein al comando non avr. Finita l’epoca renziana, il sindaco ha gi affrontato un lungo periodo in minoranza, dopo le primarie vinte da Nicola Zingaretti. A Bergamo per resta la sua la voce pi titolata a esprimere indirizzi per la scelta del prossimo candidato sindaco di centrosinistra. Gori riuscito a vincere due volte in citt, nel 2019 in un clima politico avverso. Ma i copia-incolla in questa nuova fase non sono possibili. Si tratta di leggere i numeri e fiutare l’aria: la vittoria della Schlein una sterzata a sinistra o l’ultimo episodio del nuovismo italiano, una serie trasversale a tutti i partiti che in pochi anni ha visto avvicendarsi come protagonisti Grillo, Renzi, Salvini, Di Maio, Meloni?

Lo dir il tempo, intanto vanno fatte scelte sulla citt con pi contraddizioni sul tavolo. C’, ad esempio, un segretario provinciale che in due settimane passato dal
record personale di preferenze alle Regionali
alla pesante sconfitta congressuale. come se l’elettorato pd bergamasco dicesse a figure come Davide Casati: Ok, di te ci fidiamo come amministratore, ma il partito ha bisogno di una scossa. E mentre Antonio Misiani, come tutto il gruppo di Andrea Orlando (a proposito di superamento delle correnti), ha scelto la candidata vincente, altri ex soci della ditta di sinistra come Elena Carnevali e Sergio Gandi arriveranno da minoranza alle selezioni per le Comunali. In cui comunque l’ex deputata e il vicesindaco restano due opzioni valide.

C’ poi un problema di geometria delle coalizioni che in partenza appare sempre pura teoria, poi per pu avere un impatto pratico (vedi il veto e controveto tra terzo polo e Pd alle Regionali sulla candidatura Moratti). Se da Roma arrivasse l’input a privilegiare alleanze con Verdi-Sinistra e M5s, cosa succederebbe a quell’area che si era riconosciuta nella Lista Gori e che poi ha portato Azione-Italia Viva vicine al 16% nel capoluogo alle Politiche? Il rischio che il Pd di Bergamo corre proprio quello che il rafforzamento di un’identit di sinistra faccia perdere per strada un modello che ha consentito di governare la citt per 10 anni. E qui l’alternativa non tra riformisti e radicali, ma tra una forma di continuit con l’amministrazione Gori e una giunta a guida FdI-Lega.

28 febbraio 2023 (modifica il 28 febbraio 2023 | 07:23)



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Written by bourbiza mohamed

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