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L’export dell’Emilia-Romagna chiude il 2022 in crescita, +2,1% per l’ortofrutta romagnola

In attesa di comprendere quanto nell’anno in corso le conseguenze dell’alluvione in Romagna incideranno anche sulle esportazioni distrettuali, in primis dell’Ortofrutta, l’export dei distretti dell’Emilia-Romagna ha chiuso il 2022 con una robusta crescita del 10,6%, pari ad oltre 2 miliardi di euro in più rispetto all’anno precedente, così da raggiungere quota 21 miliardi.

Per quanto concerne il solo ultimo trimestre dello scorso anno, invece, l’export distrettuale ha fatto segnare un 8%, registrando il decimo trimestre consecutivo di crescita. Tra i distretti della meccanica, si evidenzia la Meccatronica di Reggio Emilia con il secondo maggior incremento nel 2022 (+661 milioni di euro, pari a +16,1% e un export totale che ha sfiorato i 4,8 miliardi di euro) grazie al traino degli Stati Uniti (+37,8%) e ai risultati positivi conseguiti in Germania, Spagna, Francia e Messico. L’unico arretramento, tra i principali sbocchi commerciali, si è verificato in Cina (-19,5%).

La migliore performance di crescita è per “ciclomotori” di Bologna (+173 milioni di euro, pari a + 26,7%), anche in questo caso grazie al traino degli Stati Uniti (+61,2%). Le “macchine agricole” di Reggio Emilia e Modena hanno registrato una performance positiva (+90 milioni di euro, +15,8%), anche qui trainata dagli Stati Uniti (+63,7%), in arretramento invece la Francia, primo mercato di sbocco del distretto. In aumento anche le esportazioni del distretto delle Macchine per il legno di Rimini (+34 milioni di euro, +7%), grazie a Stati Uniti e Regno Unito.

Cresce la “Food machinery” di Parma (+79 milioni di euro, +6,3%), il distretto rimane però ancora sotto i livelli di export del 2019 (-4,1%). In calo le “macchine per l’imballaggio” di Bologna (-44 milioni di euro, pari a -1,7%) – condizionate negativamente dall’andamento in Irlanda e Russia, non compensato dal successo negli Stati Uniti – e le “macchine utensili” di Piacenza (-20 milioni di euro, pari a un calo del 10,6%).

Le piastrelle di Sassuolo hanno conseguito un’ottima performance, superando di 628 milioni di euro l’export del 2021 (+16,1%). Il distretto ha superato quota 4,5 miliardi di euro di export a prezzi correnti. I maggiori incrementi in Francia, Germania e Stati Uniti. Buona anche la crescita sui mercati esteri dei Mobili imbottiti di Forlì (+29 milioni, +7,9%), cui hanno contribuito maggiormente Francia e Stati Uniti. Entrambi i distretti del Sistema casa emiliano-romagnolo si collocano ampiamente sopra i livelli di export pre-pandemici, rispettivamente +32,3% e +78,3%.

Dei sette distretti dell’agro-alimentare monitorati sei hanno raggiunto risultati positivi. Solo uno presenta esportazioni in calo nel 2022 rispetto all’anno precedente: il lattiero caseario di Reggio Emilia (- 86 milioni di euro, – 29,8%). Il lattiero-caseario parmense ha invece registrato un aumento delle esportazioni (+8,5%), grazie ad aumenti sostenuti nei tre principali mercati di sbocco: Stati Uniti, Francia e Spagna.

Il distretto agro-alimentare che ha conseguito la maggior crescita in valore è l’Alimentare di Parma, che chiude il periodo di analisi con un aumento di 248 milioni di euro, pari a +20,7%, ottenuto grazie a tutti i comparti e alle vendite in Germania (+21%), Francia (+12,6%) e Stati Uniti (+68,4%), primi tre paesi per flussi commerciali. Tutti in crescita anche i distretti dei salumi: salumi del modenese (+121 milioni di euro, + 16,7%), salumi di Parma (+26 milioni di euro, + 5,9%), salumi di Reggio Emilia (+11 milioni di euro, pari a +17,4%).

In aumento anche le vendite all’estero dell’ortofrutta romagnola (+14 milioni di euro, pari a +2,1%), sostenuta dal principale mercato, la Germania, che da sola acquista il 36,5% delle vendite estere del distretto, e dal Regno Unito; si rilevano invece cali delle esportazioni in Belgio, secondo sbocco commerciale del distretto. Il 2022 ha segnato anche la ripartenza delle esportazioni dei distretti della moda emiliano-romagnoli. L’abbigliamento di Rimini ha aumentato l’export di 39 milioni di euro, corrispondenti a una crescita dell’8,8%, grazie alle vendite negli Stati Uniti, Repubblica Ceca e Spagna e al balzo nelle Filippine, che sono riusciti a compensare l’effetto negativo del calo delle esportazioni verso la Russia (-36,1%).

Anche il distretto delle Calzature di San Mauro Pascoli ha mostrato un miglioramento (+23 milioni di euro, pari al +11,7%), sostenuto dalla crescita negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, in Spagna, Emirati Arabi Uniti e nei Paesi Bassi, che hanno compensato le perdite subite nel mercato russo (-19%). Nonostante la ripresa, il livello delle esportazioni di questi due distretti risulta ancora inferiore rispetto ai livelli pre-pandemici (2019), rispettivamente del 20% e del 17,2%. Evidenzia un calo, invece, la Maglieria e abbigliamento di Carpi, che rimane sotto i livelli di export del 2021 (-26 milioni di euro, pari a -4,3%), a causa dell’andamento negativo in Germania, Polonia e Regno Unito, non compensato dal contributo positivo della Francia.

Le esportazioni dei Poli tecnologici dell’Emilia-Romagna sono aumentate rispetto al 2019 di 199 milioni di euro (pari a +14,7%). L’export è aumentato di 90 milioni di euro per il Polo ICT dell’Emilia-Romagna (+15,1%), grazie agli incrementi registrati negli Stati Uniti, in Germania, in Francia, nel Regno Unito, nei Paesi Bassi e in Svizzera. Il biomedicale di Mirandola ha registrato un incremento di 60 milioni di euro (+14,2%) grazie ai buoni risultati rilevati in Germania, negli Stati Uniti e in Cina, primi tre sbocchi commerciali. Il biomedicale di Bologna ha registrato un incremento di 49 milioni di euro (+14,8%): il mercato russo fa registrare una variazione positiva del +91,5%, fornendo il contributo principale alla crescita delle esportazioni del distretto; è stato positivo anche l’andamento delle esportazioni in Francia, Spagna, Turchia, Arabia Saudita e Messico.

Rispetto al 2021, risulta buono l’andamento delle esportazioni distrettuali dell’Emilia-Romagna sia verso i mercati maturi (+11,6%) che verso i nuovi mercati (+8,7%). Gli Stati Uniti sono il primo paese per crescita in valore (+573 milioni di euro), seguiti dai principali partner commerciali europei: Francia (+232 milioni), Germania (+190 milioni) e Spagna (+88 milioni); in calo invece l’export verso l’Irlanda (-64 milioni). Tra i paesi emergenti spicca l’aumento delle esportazioni verso il Messico (+89 milioni). I paesi protagonisti dei cali principali invece sono: Russia e Cina (-98 milioni di euro ciascuno) e Ucraina (-66 milioni).



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Written by bourbiza mohamed

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